La MotoGp é tornata a girare al Montmelò per una giornata di test, ma con larghi vuoti. Tre partenze, due bandiere rosse e altrettanti piloti usciti di pista in ambulanza sono il bilancio di una domenica complicata che, vista la dinamica degli incidenti, poteva avere conseguenze molto più gravi. E che ha generato perplessità tra i protagonisti sulla mancata sospensione della gara. I danni peggiori li hanno riportati Alex Marquez e Johann Zarco, protagonisti delle carambole che per due volte hanno funestato il via.
Nelle prove del mattino l'asfalto ha poi tradito Jorge Martin, caduto in curva 7 e portato in ospedale a Barcellona per accertamenti al gomito sinistro ed al perone destro, che hanno escluso fratture. A causa di un violento acquazzone Aprilia ha quindi deciso di non girare nel pomeriggio, via via imitata da Ducati, Yamaha, Ktm e Honda e tutte le saracinesche sono state abbassate molto prima della chiusura prevista, alle 18.
Nel tamponamento di ieri con la Ktm di Pedro Acosta, rallentato da un guasto elettrico, Marquez junior ha riportato fratture alla clavicola destra - operata già in serata all'Hospital General de Catalunya con l'inserimento di una placca - e a una vertebra cervicale. Il trattamento di quest'ultima lesione sarà valutata nei prossimi giorni. "Posso solo ringraziare" la fortuna, ha postato sui social Marc Marquez, a sua volta convalescente per un precedente intervento, mentre il fratello ha rassicurato amici e tifosi, scrivendo "tutto sotto controllo! Non potrei essere in mani migliori". I tempi di rientro sono ancora incerti.











