Erano passate le 22 di venerdì 15 maggio scorso, quando è squillato il telefono e le è arrivata una richiesta di aiuto proprio da suo nipote, che aveva lanciato l'allarme dopo aver trovato il padre privo di sensi e riverso a terra. La donna, Marina Baù, un'operatrice socio-sanitaria incinta del Pronto Soccorso di Asiago, è accorsa subito a casa del fratello: l'uomo, di 42 anni, non dava segni di vita quando è giunta sul posto.
La professionista, a quel punto, ha capito che non c'era tempo da perdere e, comprendendo la gravità della situazione, ha iniziato senza esitazione le manovre di rianimazione cardiopolmonare in attesa dell'arrivo del personale sanitario del Suem. Un gesto di straordinario coraggio e lucidità che ha permesso di salvare la vita a quello che non era soltanto un paziente ma suo fratello. Le manovre salvavita sono state poi proseguite dall'équipe del Pronto Soccorso di Asiago, che è riuscita a ottenere la ripresa dell'attività cardiaca del paziente colto da infarto. L'uomo è stato quindi immediatamente intubato e trasferito all'ospedale di Bassano, dove è stato sottoposto con successo a una procedura di rivascolarizzazione coronarica. Attualmente è fuori pericolo, il paziente resta ricoverato, ma le sue condizioni sono stabili e non è in pericolo di vita.








