VIGEVANO. Sono soprattutto giovani. Arrivano in piazza per ascoltare Roberto Vannacci. «Dicono che i giovani si disinteressano della politica – esordisce Vannacci – invece eccoli qui: ecco i giovani che tengono al proprio destino e vogliono riprenderlo nelle proprie mani. Il futuro non ce lo donano, lo si costruisce con sacrificio, lavoro e sudore come hanno fatto i nostri padri. Io sono venuto a Vigevano per supportare Furio Suvilla, candidato per Vigevano Futura e Lombardia Nazionale perché credo in questo progetto e nel programma che è stato fatto. Vigevano ha l'opportunità di cambiare». Suvilla coglie l’assist. «Vigevano ha bisogno di una svolta – dice – deve tornare ad essere la nostra città e non di chi viene qui e non rispetta le regole. È da tanto tempo che combattiamo in consiglio comunale per avere presidi fissi e turni notturni della polizia locale. Abbiamo chiesto anche l’intervento dell’esercito, perché serve deterrenza, ma l’amministrazione ha sempre detto no su tutto». Dalla statua di San Giovannino Vannacci parla di sicurezza. «Sono pochi i sindaci che si occupano di sicurezza – continua –. Il primo cittadino può agire con delle ordinanze, può far chiudere i locali dai vigili, può disporre un Daspo urbano per le persone pericolose, ha un’enorme quantità di strumenti nelle sue mani. Certo, le forze dell’ordine sono indispensabili, ma anche l’illuminazione, le telecamere intelligenti sono importanti. Perché non costruire una palestra dove oggi c’è un luogo degradato? Così si può offrire un’alternativa a chi delinque. La sicurezza è chiudere i negozi che turbano la quiete pubblica e non far aprire quelli che non si intonano». Non poteva mancare l’accenno alla “remigrazione”, l’espulsione forzata di cittadini stranieri. Per Vannacci andrebbe estesa anche a chi, secondo la legge, è in realtà italianissimo. «A Modena un italiano di seconda generazione si è lanciato contro la folla – dice –. Se qualcuno ha trasformato la cittadinanza in un pezzo di carta è ora di fare una marcia indietro». Il riferimento è a Salim El Koudri, 31enne nato in provincia di Bergamo e residente nel Modenese, che ha travolto la folla con la sua auto sabato pomeriggio a Modena. Le indagini hanno escluso l’ipotesi di radicalizzazione. El Koudri soffre di disturbi psichiatrici ed è stato seguito anche dal centro di salute mentale della città emiliana e anche le analisi dei suoi dispositivi, pc e telefoni, hanno escluso per ora la matrice terroristica, propendendo più per un gesto motivato da qualche folle causa personale. Il tema viene tirato di nuovo in causa con una stoccata alla Lega di Vigevano. «Qualcuno ha voluto accogliere stranieri nella propria lista per portare a casa voti. C’è un volantino elettorale in cui si chiede la “benedizione di Allah”. L’Italia è uno Stato laico e la religione va lasciata fuori». In chiusura Vannacci sfiora anche argomenti come lavoro e piano casa. «Il sindaco può promuovere tavoli di lavoro e di incontri mirati a far ripartire l’economica. Servono anche nuove politiche energetiche. Poi serve un nuovo piano casa, perché è un diritto».