Lo stipendio torna al primo posto tra i fattori che guidano la scelta del datore di lavoro in Italia, dopo dieci anni in cui a dominare erano stati elementi "soft" come il benessere e l'atmosfera lavorativa. È quanto emerge dalla Randstad Employer Brand Research 2026, che assegna anche ad Automobili Lamborghini il titolo di datore di lavoro ideale per i potenziali dipendenti italiani. La premiazione e la presentazione della ricerca si sono svolte questo pomeriggio nella sede storica di Lamborghini, a Sant'Agata Bolognese (Bologna). L'indagine ha coinvolto 7.170 persone in Italia — occupate e non, tra i 18 e i 64 anni — e 171.000 rispondenti in 34 paesi, su un campione di 6.400 aziende, condotta dall'istituto Kantar per conto di Randstad. La retribuzione è indicata come fattore decisivo dal 59% degli italiani, davanti all'atmosfera di lavoro piacevole (57%) e al work-life balance (equilibrio vita-lavoro) (56%), seguiti da sicurezza del posto (54%) e progressione di carriera (51%). Con questo risultato l'Italia si allinea alla media globale, che negli ultimi anni ha sempre visto lo stipendio in cima alle preferenze. Il dato riflette un contesto di inflazione prolungata e crescita del carovita. Ma la retribuzione è anche la prima causa di dimissioni: il 44% degli italiani lascerebbe infatti il proprio impiego per uno stipendio ritenuto troppo basso, davanti alla mancanza di opportunità di crescita e alla difficoltà di conciliare vita e lavoro (entrambe al 33%). Il 22% dei lavoratori dichiara di voler cambiare azienda entro sei mesi, il 12% lo ha già fatto, dati in lieve calo rispetto al 2025, quando erano rispettivamente al 23% e 13%. Le differenze generazionali sono marcate: oltre un quarto dei lavoratori della Generazione Z prevede di lasciare il posto entro sei mesi (26%), contro appena il 9% dei Baby Boomer. La ricerca evidenzia anche un netto divario tra aspettative e realtà: le aziende ottengono i giudizi peggiori dai propri dipendenti proprio sui fattori ritenuti più importanti, ovvero retribuzione, ambiente lavorativo e prospettive di carriera. Al contrario, raccolgono valutazioni migliori su elementi considerati secondari come reputazione del brand e impegno per le pari opportunità. Oltre allo stipendio, pesano i benefit accessori: circa tre quarti dei lavoratori li considera molto importanti, in particolare quelli previdenziali e di sicurezza finanziaria (81%), quelli per flessibilità e stile di vita (80%) e quelli per salute e benessere (80%). Lamborghini vince il premio generale con il 79,8% delle preferenze, ma sono stati consegnati anche altri importanti riconoscimenti. Per settore si distinguono Ferrero nei beni di largo consumo, Gruppo Mondadori nei media, Brembo nella componentistica automotive, Leonardo nell'aeronautica, Sanofi nel farmaceutico, Abb nell'elettronica, Ibm nell'Ict e l'Istituto Europeo di Oncologia nella sanità. I settori più ambiti in cui lavorare sono l'aeronautica (77%), l'Ict (75,9%) e l'automotive (75,7%). "In Italia la scelta del datore di lavoro ideale è guidata da un mix di fattori strettamente correlati tra loro - dice Marco Ceresa, Group Ceo di Randstad -. Quest'anno la retribuzione si è affermata come driver prioritario, certamente influenzata dall'incertezza economica e dall'inflazione, ma seguita da vicino da atmosfera lavorativa, work-life balance, sicurezza del posto di lavoro e opportunità di carriera. Gli italiani - aggiunge - valutano i potenziali datori di lavoro in modo 'olistico', senza limitarsi a un singolo elemento dominante". E conclude: "Tuttavia le aziende ottengono risultati ancora migliorabili proprio sui fattori più rilevanti: devono esaminare con cura il proprio employer branding per definire strategie più incisive di attrazione e trattenimento dei talenti".