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Domenica al festival del cinema di Cannes l’amministratore delegato la rete televisiva francese a pagamento Canal+, Maxime Saada, ha annunciato di voler interrompere le collaborazioni con i 600 firmatari e firmatarie di una lettera pubblica scritta contro Vincent Bolloré, il principale azionista del canale. La lettera, firmata da attori e attrici come Juliette Binoche, da registi e da altri addetti ai lavori, contestava Bolloré, uno degli imprenditori più noti e ricchi di Francia, per il suo crescente potere e per la sua vicinanza alla destra cattolica e conservatrice. La reazione dura e repressiva di Canal+ ha provocato sorpresa e altre critiche, soprattutto perché il gruppo è il principale finanziatore del cinema francese.

La lettera era stata pubblicata sul quotidiano Libération lunedì 11 maggio, a poche ore dall’apertura del festival di Cannes, ed era stata scritta dal collettivo Zapper Bolloré (il cui nome fa riferimento al gesto di cambiare canale con il telecomando) per denunciare «la crescente influenza dell’estrema destra» sul cinema francese, simboleggiata proprio da Bolloré.

«Lasciando il cinema francese nelle mani di un esponente dell’estrema destra rischiamo non solo una standardizzazione dei film, ma anche una presa di potere fascista sull’immaginario collettivo», dice la lettera. I firmatari e le firmatarie ritengono che «dietro la sua giacca da uomo d’affari» Bolloré «non nasconda di essere a capo di un progetto reazionario di estrema destra che porta avanti attraverso i suoi canali televisivi». Sebbene, proseguono, «l’influenza di questa offensiva ideologica sul contenuto dei film sia stata per ora discreta, non ci illudiamo: non durerà». E invitano a costruire un movimento per difendere l’indipendenza del cinema francese.