«Sono due pezzi del mio cuore». Così la scrittrice Barbara Baraldi definisce Vasco Rossi e Dylan Dog. Da tempo nello staff degli sceneggiatori del cosiddetto Indagatore Incubo creato da Tiziano Sclavi e da tre anni anche curatrice della serie, al Salone del Libro di Torino ha presentato «La rabbia giovane», il primo di tre volumi di «Una favola lunga una vita», biografia a fumetti di Vasco Rossi, pubblicato da Sergio Bonelli (editore di Dylan Dog), scritto da lei e disegnato da Sergio Gerasi e Flavia Biondi. E ha anche anticipato qualcosa per i festeggiamenti per i quarant’anni di Dylan Dog, in autunno: il primo numero, «L’alba dei morti viventi», è infatti uscito a fine settembre 1986, con data di copertina ottobre. «Per me sono entrambi emozioni che vengono da lontano – dice Baraldi. – Mia mamma mi cantava le canzoni di Vasco quando ero piccola, mi hanno accompagnato per tutta l’infanzia, Dylan Dog è stato il primo fumetto comprato con i miei soldi, mi ha fatto sentire meno sola». Il fatto di essere emiliana come il rocker di Zocca l’ha aiutata a capire Vasco e il suo mondo. «Come dico sempre, l’Emilia è uno stato d’animo. – commenta. – Noi abbiamo quattro eccellenze: i tortellini, il parmigiano reggiano, l’aceto balsamico di Modena e Vasco. Da emiliana è stato facile per me comprendere il mondo che raccontava Vasco e l’ho trasposto nel fumetto. Lui che racconta che cercava un passaggio per andare a Bologna, la realtà dei bar dove si confrontavano generazioni diverse e si metteva la moneta nel juke-box per far sentire la canzone. Vasco è partito da Modena per conquistare l’Italia, nel mio piccolo la stessa cosa è successa anche a me, l’ho sempre sentito affine». Nel 2021 erano usciti tre di albi di Dylan Dog ispirati ad altrettante canzoni di Vasco: «Sally», «Albachiara» e «Jenny», quest’ultimo albo, in seguito come gli altri ristampato in un elegante volume cartonato, era scritto da Barbara Baraldi e disegnato dal torinese Davide Furnò. «La biografia di Vasco è nata grazie a questa iniziativa – aggiunge Baraldi. – Gli era piaciuta molto e voleva fare altre cose con la Bonelli. Per me raccontare la sua vita è un’esperienza molto forte dal punto di vista emotivo: quando sento tre volte una canzone di Vasco, come «La nostra relazione», «Jenny», «Anima fragile», non riesco a non piangere. E scoprire come sono nate queste canzoni è stato davvero commovente, «Anima fragile», ad esempio, nasce dal dolore per la morte prematura, a causa di un tumore, di un amico. La vita di Vasco è davvero una favola, nella quale ha sì realizzato tantissime cose, ma la sua umanità me lo ha sempre fatto sentire vicino». «La rabbia giovane» è un titolo particolare: è quello italiano di «Badlands», primo film di Terrence Malick (adesso il regista è a Cannes a presentare la nuova pellicola «The Way of the Wind») uscito nel 1973 e che nel 1982 ha ispirato a Bruce Springsteen la canzone «Nebraska», title track del suo sesto album, come si vede anche nel film dello scorso anno sulla lavorazione del disco «Springsteen – Liberami dal nulla» dove in una scena lui guarda la pellicola in tv. «Bisognerebbe chiederlo a Vasco – dice Baraldi. – Abbiamo preso il titolo da una frase detta da lui: un caso di sincronicità, o di “arabeschi del destino” come direbbe Dylan Dog». Sono varie le iniziative per i quarant’anni dell’Indagatore dell’Incubo, anche se non tutte si possono già rivelare. «Ci saranno tanti ritorni – conclude Baraldi. – Torneranno disegnatori che hanno fatto grande Dylan, come Giampiero Casertano e Giovanni Freghieri, assieme a nuovi autori “dylaniati”, e torneranno anche tanti personaggi molti amati come Lord H. G. Wells. Il numero del quarantennale sarà scritto da me e disegnato da Davide Furnò, come l’albo «Jenny» di omaggio a Vasco: un altro arabesco del destino!»