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Primo luglio 2026. C’è la data in cui Risorse per Roma, la partecipata ormai factotum di Roma Capitale (la giunta vorrebbe affidarle persino i canili), prenderà in carico l’intera rete stradale della Città eterna, circa ottomila chilometri di viabilità, occupandosi di ogni esigenza: dalla manutenzione ordinaria e straordinaria alla progettazione e costruzione di nuove strade, passando per la sorveglianza fino agli interventi h24.
È pronto il contratto di servizio tra Roma Capitale e Risorse, che prevede fino al 31 dicembre 2028 trasferimenti finanziari per oltre 164 milioni di euro: 28,66 milioni per le «spese di funzionamento» (che includono i costi del personale, quelli per utenze, affitti e via discorrendo), 124,66 milioni per «manutenzione ordinaria, sorveglianza della rete viaria e pronto intervento», e circa 11 milioni per il pagamento dei premi assicurativi a «Le Assicurazioni di Roma». Da quantificare, poi, sulla base delle esigenze reali i trasferimenti per la manutenzione straordinaria e per la «realizzazione di nuove opere».
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Questi i numeri del contratto di servizio, che sta facendo il giro dei Municipi per ricevere i pareri prima di arrivare in Aula Giulio Cesare e ottenere il «sì» definitivo. Proprio le ex circoscrizioni, oggi responsabili delle strade di viabilità locale con tutte le difficoltà del caso, in primis economiche, continueranno ad avere un ruolo nella nuova «gestione integrata» di Risorse per Roma. Ai Municipi si chiede infatti di identificare, mappare e ordinare per priorità i «bisogni dei rispettivi ambiti territoriali», mentre il dipartimento capitolino Lavori pubblici (di fatto spogliato di gran parte delle attuali competenze sulle strade) manterrà la programmazione.









