di
Valerio Cappelli
««Morricone? Prendeva appunti su un’agenda scaduta. Per il primo film volevo Teo Teocoli». «Ora lavoro a un film su un emigrato italiano, il fondatore della Bank of America»
A Giuseppe Tornatore non chiediamo di raccontare per l’ennesima volta i risvolti tragicomici di Nuovo Cinema Paradiso, il film che dopo il fallimento in Italia vinse il Gran premio della giuria a Cannes fino a vincere all’Oscar. Questo è il nostro regalo del suo importante compleanno: 70 anni il 26 maggio.
Non crede che la nostalgia, così presente in Nuovo Cinema Paradiso, sia un sentimento da rivalutare?«La nostalgia in quel film è dichiaratamente fondata, è una storia che mi portavo dentro da prima che lo cominciassi. L’idea nasce dalla chiusura di un vecchio cinema di Bagheria, dove da piccolo andavo. Ne ebbi una tale malinconia, la cifra emotiva fu enorme. Io sono stato etichettato come regista nostalgico, nasceva dal successo di Nuovo Cinema Paradiso».







