Vive in Italia da trent’anni, fa il muratore e sabato, insieme al figlio, non si è tirato indietro. Mentre Salim El Koudri, braccato da Luca Signorelli, tentava di divincolarsi accoltellando la prima persona intervenuta per provarlo a bloccarlo, Osama Shalaby si è buttato su di lui. Cinquantasei anni, egiziano, non ha avuto alcuna paura: “Siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio”, ha raccontato il giorno dopo il gesto di El Koudri, che nel centro di Modena alla guida della sua Citroen C3 è piombato addosso ai pedoni a tutta velocità ferendo 8 persone, due delle quali ricoverate in condizioni gravissime.

Con lui, a immobilizzare il 31enne nato a Seriate e cresciuto a Ravarino, c’era il figlio Mohammad, 20 anni. Padre e figlio hanno raccontato di come hanno disarmato l’uomo e hanno detto di essere contenti di tutti i ringraziamenti ricevuti. “Sono trent’anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano – ha detto il 56enne – Spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere tutto insieme con la famiglia”.

Con Shalaby e Signorelli, come ha ricordato il sindaco, sono intervenuti anche alcuni negozianti pachistani che hanno dei locali nella via lungo la quale El Koudri ha tentato di darsi alla fuga dopo la sua folle corsa in auto addosso ai pedoni. Già sabato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il gesto dei passanti che hanno contribuito a bloccare il 31enne, ora in stato di fermo con l’accusa di strage e lesioni aggravate, in attesa che arrivassero le forze dell’ordine.