Corno alle scale (Bologna), 17 maggio 2026 - A conquistare la vetta più alta dell'Appennino bolognese, è stato Jonas Vingegaard, tagliando il traguardo con il suo solito bacio sul manubrio dove ha incollato la foto della sua famiglia. A 20 anni esatti di distanza dal successo di Simoni, stavolta la cima parla danese nella nona fazione del Giro d'Italia. In rosa resta Afonso Eulalio (Bahrain) al quale però, il danese ha rosicchiato altri 41". Ad infiammare è stato il tentativo nel finale di Giulio Ciccone (Lidl ) ma il forcing della Visma e di Vingeegard non gli ha permesso di gioire. Si doveva arrivare in Emilia Romagna per avere un giorno senza pioggia al Giro d'Italia che è andato a ritrovare un vecchio amico chiamato Corno alle Scale. Una tappa che nei suoi 180 km, dal mare di Cervia si arrampica sull'appennino verde, spruzzato di neve e vestito di tanto rosa per salutare la corsa.
Dal mare all’Appennino verde spruzzato di neve
E' dal mare che quando il Giro d'Italia ha incontrato le salite verso l'arrivo, l'accoglienza si è fatta ancora più calda e con scene che solo il ciclismo sa regalare. A Castel Guelfo, già in terra bolognese, infatti, è stato un giovane che affiancando gli uomini in fuga, ha offerto loro degli arrosticini come ristoro di benvenuto. Intanto a traguardo di Corno alle scale, ci si è iniziati a scaldare con l'attacco a Poggio Piccolo di Ciccone insieme a Ulissi e Aerts, facendo il vuoto. A 73 km dall'arrivo, ecco che dove la strada inizia a salire la situazione vedeva 8 uomini in fuga con Jonas Geens (Alpecin - Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Lorenzo Milesi (Movistar Team), Einer Rubio (Movistar Team), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Sakarias Koller Løland (Uno-X Mobility) e Davide Ballerini (XDS Astana Team), a 1'34" il terzetto Giulio Ciccone (Lidl - Trek), Toon Aerts (Lotto Intermarché) e Diego Ulissi (XDS Astana Team) e poi il gruppo con la maglia rosa a 2'00".










