Quel pezzetto di carta che lasciamo scivolare nel cestino accanto al bancomat, o che peggio ancora buttiamo a terra, non è solo spazzatura. È una miniera d'oro per i truffatori. La cattiva abitudine di abbandonare la ricevuta del prelievo dopo aver prelevato il contante sta diventando un rischio concreto: quei dati, apparentemente innocui, dicono molto più di quanto immaginiamo.Come funziona la trappolaMolti pensano che senza il codice Pin o il numero completo della carta la ricevuta sia inutilizzabile. Errore. Il foglietto contiene elementi tecnici come la data e l'ora esatte dell'operazione, lo sportello utilizzato, l'importo prelevato, le ultime cifre della carta e, dato ancora più sensibile, il saldo residuo.Ai malintenzionati basta questo. Incrociando queste informazioni con tecniche di "ingegneria sociale", cioè lo studio dei comportamenti della vittima, riescono a mettere in piedi truffe mirate ed estremamente credibili.Il meccanismo è quasi banale nella sua semplicità:Il truffatore recupera la ricevuta lasciata vicino all’Atm.Contatta il cliente al telefono fingendosi un operatore della banca.Per risultare affidabile e superare ogni diffidenza, cita i dettagli reali appena letti: "Abbiamo rilevato un movimento sospetto dopo il suo prelievo delle ore 15" oppure "Ci risulta un saldo insolito sul suo conto".Una volta conquistata la fiducia della vittima, scatta la richiesta della password, del codice di accesso o dell'autorizzazione a un'operazione d'urgenza. Formule che devono far scattare immediatamente l'allarme.I consigli per difendersiSul tema della sicurezza è netta anche la Federal Trade Commission statunitense, che nelle sue linee guida contro il furto d'identità inserisce le ricevute dei bancomat tra i documenti sensibili da distruggere tassativamente prima di essere gettati.Le regole per non correre rischi sono poche e semplici:Non stampare: la scelta più prudente è non richiedere la ricevuta cartacea se non è strettamente necessaria.Non abbandonare i dati: se serve la ricevuta fisica, non va mai lasciata nei pressi dello sportello.Distruggere i documenti: il foglietto va portato a casa e fatto a pezzi, meglio se con un tritacarte, prima di finire nella spazzatura.