Vigevano Avvocato di lungo corso, 74 anni, Massimo Lovati affronta la sua prima esperienza politica come candidato sindaco di Vigevano. Ed esordisce toccandola pianissimo: «Vigevano è amministrata malissimo». Lovati, candidato nella lista Democrazia Sovrana Popolare che ha come riferimento nazionale Marco Rizzo e a livello provinciale Elisabetta Fedegari, ha dedicato tutta la vita all'avvocatura: è stato il difensore di Andrea Sempio (unico indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco) prima di Angela Taccia e Liborio Cataliotti.

Perché ha deciso di darsi alla politica e candidarsi a sindaco di Vigevano?«Perché Vigevano, come l'Italia del resto, è governata malissimo».Negli ultimi 10 anni, Vigevano ha perso posti di lavoro, aziende ed imprese. Quali politiche del lavoro intendete adottare? «Puntiamo su tre pilastri: attrattività, semplificazione e formazione. Intendiamo istituire uno sportello "Impresa Facile" per abbattere la burocrazia per chi investe sul territorio e prevedere sgravi».

Si è parlato molto anche della ristorazione scolastica: quale indirizzo vorrete dare alla vostra amministrazione? In merito all'edilizia scolastica avete qualche progetto?«L'indirizzo è la filiera corta: menù con prodotti locali e biologici, migliorando la qualità e monitorando gli sprechi. Per l'edilizia, avvieremo un piano straordinario di manutenzione focalizzato su efficienza energetica e sicurezza, intercettando fondi Pnrr e bandi regionali per trasformare le scuole in centri civici aperti e sicuri».