La nota dolente è in una tabella, quella che analizza i rincari nell’ultimo periodo di benzina, diesel e gpl. Ferrara occupa la terza posizione nella classifica degli aumenti. La medaglia d’oro la conquistano, a pari merito, Cosenza e Reggio Calabria con un balzo in percentuale di più 9,8. Sul secondo gradino del podio – amaro argento – c’è Ravenna. E, ad un’incollatura, ci siamo noi. Ferrara e la sua provincia che per gli aumenti della benzina e in generale del carburante ha fatto un bel salto, più 9%. Tanto.
Siamo nella fascia rossa della classifica stilata dall’Unione Nazionale Consumatori in base ai dati diffusi da Istat, dati che prendono in esame il mese aprile. Molto amaro il pieno nelle coordinate che vanno da Comacchio a Cento, chilometri amari, pigiare sul pedale dell’acceleratore un colpo al borsellino e al cuore del consumatore alle prese con i riflessi della crisi internazionale, riflessi che si fanno – al netto dei tagli alle accise – sempre più intensi. L’Italia, la media nazionale, è parecchio lontana da noi. Il Paese ha subito un aumento dei prezzi che tocca il 7,6%. Risuona l’allarme delle associazioni di categoria, che dalla Coldiretti fino alla Cna, hanno denunciato più volte la girandola dei prezzi del carburante, un valzer di cifre, all’ombra si nasconde la speculazione e, nei casi peggiori, i furbetti del pieno, che proprio in questi giorni così amari giocano con i centesimi.






