PADOVA - Lo strazio di chi resta, le domande ancora senza risposta, dentro tutto quello che in un attimo da presente è diventato ricordo. Mentre la Guardia costiera delle Maldive continua a scavare nel buio di una grotta a 60 metri di profondità per recuperare i corpi dei quattro subacquei italiani ancora dispersi (e ieri uno dei ricercatori sceso negli abissi è morto, ne riferiamo nelle pagine nazionali), le parole dei familiari aiutano a raccontare la storia di chi è ancora lì sotto.
L'unico corpo finora ritrovato è quello di Gianluca Benedetti, ma tra le vittime ci sono anche Monica Monfalcone, stimata docente dell'Università di Genova, e sua figlia Giorgia. A ricordarle in questi giorni è stato il marito e padre Carlo Sommacal, che conosceva bene anche il 44enne padovano.Maldive, la pista dell'incidente: Gianluca Benedetti ha tentato di risalire, gli altri rimasti bloccati, cosa è successo dentro la grotta? «UN VERO PROFESSIONISTA» «Monica mi aveva sempre detto che Gianluca era un fuoriclasse», racconta Sommacal, descrivendo un legame di stima professionale e personale lungo anni. «Lo conoscevano da tempo e anche io poi ci ho fatto amicizia. Mi dicevano che era uno molto preciso, uno che se non arrivavi puntuale ti faceva il briefing e ti controllava tutto. Non era uno sprovveduto neanche lui». Nelle parole dell'uomo risuona anche il ricordo della figlia: «Mia figlia Giorgia diceva sempre: "Gianluca è uno con le palle quadrate, ma la mamma è più brava." Si fidavano moltissimo di lui». Un ritratto che si unisce alle parole della mamma di Gianluca, Paola, che in queste ore di lutto profondo ha scelto di chiudersi nel silenzio, rilasciando poche ma lucide dichiarazioni: «Voglio sapere cos'è successo al mio Gianluca, mi era rimasto solo lui. Il dolore è immenso, ma devo ancora capire cosa sta accadendo. Sono qui con la sua compagna e ci facciamo forza, ma non voglio aggiungere altro». Silvia in realtà non era più da tempo la compagna del sub, ma era rimasta legata alla mamma e aveva conservato un ottimo rapporto con lui.Gianluca Benedetti morto in immersione alle Maldive. L'ultimo messaggio agli amici: «Torno presto a casa TOUR OPERATOR Benedetti, come emerso dagli accertamenti, fungeva da punto di raccordo sulla barca, ma formalmente era assunto da una società maldiviana, così come tutto il personale di bordo. Resta da capire cosa sia successo in quegli istanti drammatici sotto la superficie dell'oceano. Le autorità delle Maldive hanno aperto un'indagine formale: la legge locale vieta tassativamente di scendere oltre i 30 metri di profondità senza una specifica autorizzazione marittima. Il corpo di Benedetti è stato invece individuato a circa 60 metri, all'interno di una serie di caverne sotterranee che si estendono per decine di metri. Il tour operator Albatros Top Boat, tramite il legale Orietta Stella, ha iniziato a prendere le distanze dalle prime ricostruzioni dell'incidente, precisando: «L'agenzia si occupava solo di commercializzare la crociera scientifica, dedicata al campionamento dei coralli, e un'immersione a quella profondità non era prevista né sarebbe mai stata autorizzata». IL RIENTRO In mare sono attualmente impegnati otto sommozzatori maldiviani che si alternano in turni per mappare l'ingresso delle grotte e riportare a galla gli altri connazionali. La morte di uno dei soccorritori, che si aggiunge purtroppo ai cinque sub italiani, ha rallentato le ricerche e costretto a riconsiderare la pericolosità delle operazioni. Sul posto, a bordo dell'unità di appoggio "Ghazee", stanno seguendo le operazioni l'ambasciatore d'Italia Damiano Francovigh e la console onoraria Giorgia Marazzi, sempre in costante contatto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La Farnesina ha attivato un team di supporto psicologico per i 25 turisti italiani del motor yacht "Duke of York", ora ormeggiato nella capitale Malé in attesa del loro rientro in Italia. Per il rimpatrio della salma di Gianluca Benedetti, invece, bisognerà attendere le disposizioni delle autorità giudiziarie e l'esito dell'autopsia.










