Cita Franco Cassano, Michele Laforgia per chiudere un nuovo patto civico tra La giusta causa e Lecce città pubblica: «Dobbiamo custodire il fuoco, non adorare le ceneri». E il fuoco da salvare, come recitava ieri lo slogan della kermesse al cinema Galleria di Bari, è quello emerso grazie alla grande partecipazione dei giovani alla battaglia referendaria sulla giustizia. È lì che il movimento che ha espresso la candidatura di Laforgia a sindaco di Bari e il movimento che ha alimentato a Lecce il sostegno di Carlo Salvemini nella sua esperienza da primo cittadino, si è gettato il seme per «distinguere il lavoro di tessitura politica e di cittadinanza attiva delle realtà civiche dal civismo trasformista e cinico che ha invece allontanato la politica dalle persone e le istituzioni dalle comunità», osserva Annamaria Candela, tra le animatrici de La giusta causa.
«Già nelle prossime settimane saranno organizzate assemblee territoriali da Lecce fino a Foggia in preparazione di un grande evento che vorremmo di rilievo nazionale e si terrebbe in autunno a Bari», preannuncia Candela. Non contenitore elettorale, non un movimento contro i partiti ma un’occasione per allargare la partecipazione e ricostruire uno spazio pubblico condiviso. «Il fuoco evocato a Bari — conclude Candela altro non è se non il tentativo di salvare ciò che ancora può rimettere in movimento una comunità politica progressista e di sinistra: la giustizia sociale, la pace, la partecipazione, il diritto all’ascolto, il conflitto democratico e la speranza di un futuro diverso».











