Alle operazioni dovrebbero unirsi anche due esperti italiani, uno specializzato in soccorso in acque profonde e un tecnico di immersioni speleosubacquee. Questo sta succedendo alla Maldive, una ricerca spasmodica e ad alto rischio dei corpi degli sventurati

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Era un sergente sommozzatore delle Forze di difesa maldiviane l'ultima vittima della strage negli abissi dell'atollo di Vaavu. Una vittima inattesa, era stato mandato là sotto alla ricerca dei corpi dei provetti sub dispersi, ma anche lui è morto per malattia da decompressione durante le complicate operazione di recupero. Ora sono rimasti 8 sommozzatori che si alternano alla sfida all'efferato mare cristallino nell'esplorazione della grotta che pare aver inghiottito i sub italiani, e altri sei sono già pronti a entrare in azione per tentare il recupero della salme. Alle operazioni dovrebbero unirsi anche due esperti italiani, uno specializzato in soccorso in acque profonde e un tecnico di immersioni speleosubacquee. Questo sta succedendo alla Maldive, una ricerca spasmodica e ad alto rischio dei corpi degli sventurati. Ritrovare la salma di un defunto ha un'importanza fondamentale per i familiari perché permette di elaborare il lutto, offre un luogo fisico per il raccoglimento e la memoria, e a volte chiude il doloroso ciclo dell'incertezza: in questo caso però non c'è alcuno spazio per l'incertezza, l'evidenza spietata ci condanna alla ricerca di salme, corpi, resti di quei meravigliosi sportivi sperduti nelle acque che amavano tanto. Nelle zone himalayane e sulle vette più alte del pianeta, quelle oltre i 6000-7000 metri di quota tante persone perdono la vita. Il recupero può essere logisticamente impossibile o troppo pericoloso per i soccorritori. In questi casi, con l'autorizzazione delle autorità e delle famiglie, i corpi possono rimanere in quota. Forse diventano ghiaccio, forse vengono seppelliti da cumuli di neve, forse prima o poi un altro escursionista inciamperà sui loro corpi congelati. Non avranno "degna sepoltura" ma nessuno avrà rischiato la propria vita per salvare un corpo morto. Può sembrare crudele, spietato, brutale.