I principali fattori che influenzeranno i mercati mondiali. L'analisi di Daniel Zanin, CFA - Analyst, Investment Research, Invesco
In maggio, il nostro macroregime globale si riconferma in una fase di rallentamento. Crescita superiore al trend di lungo periodo ma in decelerazione. Gli investitori hanno prezzato in modo consistente un discreto ottimismo legato a una possibile risoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran; tuttavia, l’incertezza che circonda i negoziati persiste e le ripercussioni economiche di una significativa interruzione delle forniture energetiche globali non sono ancora note. Di conseguenza, restiamo in un regime di rallentamento, mantenendo un sovrappeso sul rischio azionario rispetto al reddito fisso. Restiamo ben diversificati alla luce del contesto geopolitico ancora incerto.
I mercati globali azionari, creditizi e dei titoli governativi hanno registrato rendimenti fortemente negativi nel mese di marzo a seguito dell’invasione statunitense dell’Iran. Lo shock energetico è stato storico e ha accresciuto i rischi di una crescita globale più debole oltre che di un’inflazione più elevata. Con l’evolversi, nel corso di aprile, delle notizie relative a diversi cessate il fuoco e alla potenziale riattivazione dell’offerta globale di petrolio, la propensione al rischio degli investitori ha recuperato, pur rimanendo su un trend in rallentamento. Nonostante i titoli di giornale muovono i prezzi degli asset su base giornaliera, l’incertezza legata alle forniture di petrolio e alle infrastrutture energetiche chiave rimane centrale, aumentando i rischi per la stabilità economica globale.






