Il silenzio che è sceso recentemente sulle linee di montaggio dello stabilimento Magna di Graz, in Austria, ha un sapore amaro per gli amanti della guida a cielo aperto. Con l’uscita dell’ultimo esemplare, la BMW Z4 ha terminato ufficialmente la propria produzione, scrivendo la parola fine a una storia gloriosa iniziata nel 2002. Non è solo la fine di un modello, ma la chiusura di un capitolo che lascia il marchio di Monaco con la sola Serie 4 a presidiare il segmento delle cabrio con tetto in tela retrattile.

Una dinastia nata per il “Futuro”

La lettera “Z” (che sta per Zukunft, futuro) ha sempre rappresentato per BMW il coraggio di osare. Tutto ebbe inizio nel 1991 con la Z1, una vettura quasi sperimentale celebre per le sue portiere che scomparivano verticalmente sotto il pianale. Quella scintilla portò alla Z3 del 1995, un successo commerciale capace di arrivare fino a 325 CV nella versione M e di presentarsi con l’iconica, seppur stravagante, carrozzeria coupé “shooting brake”.

Il mito della serie Z toccò il suo apice nel 1999 con la Z8. Linee affascinanti e senza tempo, abbinate al potente V8 da 400 CV della M5 E39, la resero la compagna ideale per James Bond nel film Il mondo non basta, consolidando il legame tra le roadster bavaresi e il cinema iniziato proprio dalla Z3 in Goldeneye.