Il novembre del 2017 sembra ormai appartenere a un’altra era geologica dell’automotive. Eppure, è proprio da allora che gli appassionati di tutto il mondo attendono che la promessa più estrema di Elon Musk diventi realtà. Dopo anni di silenzi, rinvii sistematici e speculazioni, la Tesla Roadster è tornata improvvisamente a far parlare di sé, lasciando intendere che il progetto non sia affatto finito in un cassetto, ma stia per entrare nella sua fase decisiva.

I segnali di una nuova identità

Il segnale più concreto di questo risveglio arriva direttamente dagli uffici dello United States Patent and Trademark Office. Tesla ha infatti depositato due nuovi marchi registrati che sembrano voler dare alla Roadster un’anima del tutto nuova. Non si tratta solo di una questione burocratica: il primo marchio riguarda una grafica della scritta “ROADSTER” completamente rivista, con uno stile definito futuristico e aggressivo.

Ma è il secondo deposito a catturare l’attenzione dei collezionisti: un simbolo geometrico a forma romboidale che evoca concetti di velocità, propulsione e movimento. È un dettaglio fondamentale, poiché Tesla – fatta eccezione per il Cybertruck – non ha mai creato un logo specifico per un singolo modello. Questo suggerisce che la nuova Roadster non sarà “solo una Tesla”, ma riceverà un’identità separata, quasi da marchio autonomo, per competere nel ristretto Olimpo delle supercar mondiali.