Sono passati ormai due anni da quando l’ultima Audi R8 ha lasciato le linee di montaggio, lasciando il marchio tedesco senza un’ammiraglia sportiva in grado di competere direttamente con i rivali più prestigiosi del settore. Sebbene la sua assenza dal catalogo si faccia sentire, la casa dei quattro anelli non ha ancora deciso se e come colmare questo vuoto, rendendo il futuro della supercar una questione di complessi calcoli industriali e visioni strategiche. Tuttavia, uno spiraglio di speranza arriva dai vertici di Audi Sport, dove l’ipotesi di una “resurrezione” è considerata possibile, sebbene vincolata a due condizioni ferree che potrebbero stravolgerne l’essenza.
La prima condizione: l’addio alla combustione pura
Il primo paletto fissato da Rolf Michl, direttore generale di Audi Sport, è di natura tecnologica e ambientale: la nuova R8 dovrà necessariamente essere un’ibrida plug-in (PHEV). Le attuali e future normative sulle emissioni rendono infatti finanziariamente insostenibile lo sviluppo di un nuovo propulsore alimentato esclusivamente a benzina.
In questo scenario, la soluzione più logica e vantaggiosa sarebbe attingere alla “banca organi” del gruppo, prendendo in prestito il cuore della nuova Lamborghini Temerario. Parliamo di un sistema capace di erogare complessivamente 920 CV, combinando un V8 biturbo da 4.0 litri con una sofisticata componente elettrica. Un’alternativa meno estrema, ma altrettanto suggestiva, potrebbe essere il recupero del leggendario motore a cinque cilindri Audi, opportunamente elettrificato per rispondere ai requisiti moderni.







