Da sinistra Michelangelo Cavone e Giuseppe Fumai

Michelangelo Cavone ufficialmente assessore e Giuseppe Fumai subentrato in assemblea tra le file del Pd. E' stata una seduta tra ratifiche e qualche polemica quella svoltasi ieri in Consiglio comunale a Bari, nella quale l'esponente Pd, già presidente del ‘parlamentino’ cittadino, si è seduto tra i banchi della Giunta da titolare delle deleghe relative alla Giustizia e al Welfare.Un passaggio compiuto dopo circa 4-5 mesi in cui non sono mancate polemiche politiche e attese per riempire il vuoto di una casella importante nel governo cittadino, che muove importanti poste in bilancio e rappresenta un aspetto fondamentale dell'ossatura sociale a Bari.Cosa comporterà la nomina di CavonePer Cavone, già per 8 anni presidente del Consiglio comunale e con un'esperienza da consigliere delegato della Città Metropolitana, rapppresenta un ulteriore riconoscimento personale e politico. A livello di equilibrio in Giunta (senza più parità di genere) e nel Pd viene premiata ancora una volta la corrente vicina a Marco Lacarra. Cavone, nel suo intervento, ha mostrato gratitudine per le parole di stima rivoltegli dal sindaco e dagli altri consiglieri: “Ringrazio anche Elisabetta Vaccarella, nonché gli uomini e le donne della Ripartizione che in questi mesi hanno svolto un ruolo eccezionale. Sento la responsabilità - rimarca - di un impegno gravoso che ha il volto delle persone in difficoltà, degli ultimi che non hanno voce. Vorrei valorizzare l'impegno e il ruolo del terzo settore in città, delle associazioni di volontariato. La rete di protezione attuale è insufficiente rispetto ai bisogni attuali, modificati negli ultimi tempi. Questi dovranno essere affrontati con strumenti diversi e non convenzionali. Dobbiamo creare la cultura del prossimo”.A Cavone sono arrivati gli auguri di maggioranza e opposizione, ma non sono mancati accenni con toni diversi. Il consigliere Pd Marco Bronzini, che negli scorsi mesi, anche in virtù della sua esperienza di 22 anni in aula Dalfino, era nella rosa dei possibili nomi per l'Assessorato, oltre a complimentarsi con Cavone, ha chiesto un “rilancio dell'attività amministrativa. Negli ultimi due anni sono emerse alcune criticità e mi auto che si riesca a riprendere un po' la rotta. Serve maggiore dialogo con i consiglieri comunali. Siamo una squadra unica e non una con pezzi che giocano partite diverse”.Scintille tra maggioranza e opposizioneCritiche, non per la scelta di Cavone, ma per il metodo, sono arrivate dalla minoranza di centrodestra. Il consigliere Carlo Patruno (Romito Sindaco) ha voluto ironizzare sui tempi della maggioranza nella scelta: “E' una giornata storica - ha detto - perchè dopo quasi 6 mesi è stato nominato l'assessore. Non era facile trasformare la scelta in una saga, facendola diventare una fiction. Meglio tardi che mai, qualcuno direbbe, ma questo ritardo significa risposte mancate, anziani soli e associazioni che non sanno con chi parlare”. E quindi, una polemica sottolineatura sulla “coerenza del consigliere Bronzini, da 22 anni in Comune e mai nominato assessore”.Il sindaco Vito Leccese ha risposto alle critiche della minoranza: “Leccese: Non è consentito a nessuno di mistificare una situazione alla luce del sole, condotta con grande trasparenza. I tempi della politica devono tenere conto di quelli dell'amministrazione. Tra le dimissioni di Vaccarella e la nomina di Cavone abbiamo approvato, il 24 febbraio, il bilancio di previsione. L'indirizzo politico è stato dato in questi mesi la delega era in capo al sindaco. Ho firmato le delibere proposte dal dirigente della Ripartizione e dato l'indirizzo politico. Michelangelo è una persona di esperienza e ha sensibilità adeguata al ruolo che dovrà svolgere”. L'ingresso di Fumai in ConsiglioDopo l'ufficialità di Cavone assessore, ha preso la parola il neo consigliere Giuseppe Fumai, primo dei non eletti del Pd in assemblea: “E' l'inizio di un impegno solenne verso tutti i quartieri. Accompagneremo la crescita senza lasciare le persone indietro. M'impegnerò ad ascoltare la voce dei cittadini e lavorerò per una città più sostenibile. Non credo nella politica delle poltrone. Il mio mandato - ha concluso - vivrà ogni giorno sempre attorno alle persone”.