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I risultati sono stati presentati al Cus Palermo. Il presidente Giovanni Randisi: "Abbiamo già superato i dieci anni di progettazione con fondi comunitari, traguardo che ci pone all’avanguardia in Italia"
Trovarsi a New York, in cima all’Empire State Building, proprio sul cornicione, col rischio di cascare giù per 300 metri. Oppure, più semplicemente, giocare a tennis con qualcuno che non è in sala, ma è distante anche centinaia di chilometri. Sono solo alcune delle tante applicazioni della realtà virtuali alla pratica dello sport. Con la presentazione dell’attività svoltasi in un anno, si è concluso il Vibes Projet, (Virtual Reality Sports Interaction) progetto europeo che ha visto in campo Italia, Portogallo, Cipro, Belgio e il centro di ricerca multidisciplinare Inquiry Fuse. I risultati sono stati presentati al Cus Palermo, alla presenza dei partner europei.
“Vibes Project – spiega Rosario Genchi, general manager del progetto – è stato finanziato con fondi Erasmus Plus Sport con capofila l’Università di Bruxelles. Il progetto nasce come sfida alla sedentarietà durante l’epidemia da Covid. Imparare ad usare gli strumenti che offre la tecnologia è stata un’esperienza che ha coinvolto 400 studenti di cinque paesi europei che hanno interagito a distanza, senza neanche conoscersi”.









