La realtà virtuale come strumento per registrare le reazioni comportamentali delle persone nei confronti dell'altro. È questo lo scopo del progetto e della ricerca che EY ha sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma e con l'Istituto italiano di tecnologia (IIT) e che è stata portata al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka.

L'esperimento è composto da due parti principali, due compiti da svolgere all'interno dell'ambiente virtuale. Dopo le prime domande necessarie per targetizzare chi partecipa, viene chiesto all'utente di regolare la distanza interpersonale con un'altra persona, un altro avatar, lasciandogli decidere quanto può avvicinarsi o quanto si deve allontanare, fino a trovare la distanza più confortevole. La seconda parte consiste in una sorta di gioco di associazione, dove bisogna categorizzare il più velocemente possibile alcune parole e alcune immagini.

In sostanza, spiega Salvatore Maria Aglioti, professore di Neuroscienze cognitive alla Sapienza, l'esperimento indaga "quanto noi tolleriamo che gli altri si avvicinino a noi, quindi il concetto generale di prossemica, sapendo che noi tolleriamo delle distanze intime da persone con cui abbiamo delle relazioni". "Nel mondo reale", sottolinea Aglioti, "noi ci facciamo avvicinare da persone che consideriamo simili a noi" e "la realtà virtuale consente di trasferire in modo sperimentalmente controllabile questo genere di approccio".