Tappa genovese per il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, arrivato nel capoluogo ligure per firmare le proposte di legge popolari promosse dal sindacato su sanità e appalti.“Oggi chiediamo a tutti i cittadini italiani di firmare per due obiettivi importantissimi”, ha spiegato Landini durante l’iniziativa pubblica organizzata a Genova.

“La sanità pubblica va rafforzata”Il primo tema affrontato dal leader sindacale riguarda il servizio sanitario nazionale. “Deve diventare davvero universale e gratuito per tutti, mentre oggi il diritto alla salute non è garantito”, ha dichiarato.Secondo Landini, milioni di persone rinunciano alle cure perché non possono permettersele economicamente, mentre negli ultimi anni si sarebbe assistito a un progressivo processo di privatizzazione della sanità pubblica.Per invertire la rotta, la Cgil chiede maggiori investimenti nel sistema sanitario nazionale, con un rafforzamento dei servizi territoriali oltre che degli ospedali. “Vuol dire assumere medici e infermieri e rispondere ai bisogni delle persone”, ha detto il segretario.

La proposta sugli appaltiLa seconda proposta di legge popolare riguarda invece il mondo del lavoro e il sistema degli appalti.Landini ha criticato il modello basato su appalti, subappalti e cooperative, sostenendo che oggi molti lavoratori svolgano le stesse mansioni senza avere però le stesse tutele e gli stessi diritti.“Si fa concorrenza riducendo i costi e aumentando lo sfruttamento”, ha accusato il leader della Cgil, chiedendo di eliminare il subappalto a cascata e garantire il rispetto dei contratti anche per autonomi e partite Iva.L’attacco al governo sulle politiche industrialiNel corso della visita a Genova, Landini ha parlato anche di industria e del futuro dell’ex Ilva, criticando l’operato del governo.“Ce le avesse le politiche industriali il governo, il problema è che non ce le ha proprio”, ha dichiarato.Secondo il segretario della Cgil, il costo dell’energia rappresenta oggi uno dei principali problemi per il sistema produttivo italiano. Da qui la richiesta di maggiori investimenti sulle fonti rinnovabili e di un intervento sui meccanismi europei di formazione del prezzo del gas.“Senza acciaio non c’è industria”Parlando dell’ex Ilva, Landini ha ribadito la necessità di un intervento pubblico per evitare il rischio di chiusura dell’impianto siderurgico.“Senza energia e senza acciaio non esiste industria”, ha affermato, definendo il settore strategico per il Paese.Il leader sindacale ha infine richiamato le difficoltà che stanno attraversando altri comparti industriali, dall’automotive alla chimica di base, citando anche la crisi di Electrolux. “Serve una mobilitazione europea e un grande piano di investimenti”, ha concluso.