A.G.
15 maggio 2026 14:05
Immagine d'archivio
Tra tutela e innovazione, la Cappella Brancacci guarda al futuro senza perdere il legame con il proprio passato. Uno dei tesori più preziosi del Rinascimento fiorentino diventa infatti laboratorio di sperimentazione tecnologica grazie a un nuovo sistema avanzato di monitoraggio pensato per proteggere gli affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi, conciliando conservazione e accessibilità.Il progetto nasce nell’ambito di AccesS “Enhancing Accessibility and Sustainability in Smart Cities and Smart Buildings: The Universal Accessibility Suite Initiative”, iniziativa europea di cui il Comune di Firenze è partner. La sperimentazione è stata realizzata con il supporto tecnico-scientifico del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, il contributo tecnologico di Axians Italia e in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze.Il cuore dell’intervento è un sistema integrato capace di monitorare contemporaneamente le condizioni ambientali interne e i flussi dei visitatori, due elementi che incidono direttamente sulla conservazione degli affreschi custoditi nella cappella. I sensori ambientali rilevano temperatura, umidità, qualità dell’aria e livelli di anidride carbonica, mentre altri dispositivi registrano in forma anonima il numero delle persone presenti e il tempo di permanenza all’interno della cappella.L’obiettivo è quello di comprendere con precisione l’impatto della presenza del pubblico sul microclima della Cappella Brancacci, così da individuare modalità di accesso sostenibili nel lungo periodo e prevenire eventuali fenomeni di degrado. Un approccio ancora poco diffuso in Italia in contesti monumentali di questa importanza, che punta a trasformare i dati raccolti in uno strumento concreto per la tutela del patrimonio artistico.“Con l’installazione di questo sistema complesso di monitoraggio portiamo l’accessibilità a una dimensione più profonda: quella che garantisce condizioni di comfort per le persone e sicurezza per le opere - ha spiegato Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze - I dati raccolti ci permetteranno di bilanciare tutela e valorizzazione, assicurando che questo patrimonio possa essere goduto dalle generazioni future".ùIl sistema è stato progettato per essere il meno invasivo possibile: i dispositivi utilizzati sono wireless e di piccole dimensioni, pensati per integrarsi in modo discreto all’interno di uno dei luoghi simbolo dell’arte rinascimentale. Tutti i dati confluiscono nella piattaforma digitale Xsona, sviluppata da Axians Italia, che permette di analizzare in tempo reale le condizioni ambientali e supportare le decisioni legate alla conservazione.Dal punto di vista tecnico, il progetto segna un ulteriore passo avanti nell’utilizzo delle tecnologie ICT applicate alla conservazione preventiva. “Grazie all’avanzamento tecnologico e alla miniaturizzazione di sistemi e dispositivi, oggi è possibile arricchire il quadro conoscitivo attraverso sensori minimamente invasivi - ha spiegato Cristiano Riminesi, primo ricercatore ISPC-CNR -. Questi strumenti consentono di completare il quadro diagnostico con un monitoraggio continuo dello stato di conservazione".La sperimentazione avviata alla Cappella Brancacci ha come obiettivo quello di diventare un modello replicabile anche in altri siti storici e culturali, nella convinzione che la gestione sostenibile dei flussi turistici rappresenti una delle sfide decisive per la tutela del patrimonio artistico nei prossimi anni.






