Redazione
16 maggio 2026 14:07
Angiuli e Favia
È sempre più clima da campagna elettorale sotto le Due Torri. Al centro della questione c’è Giovanni Favia, fondatore della lista civica “Uniti per Bologna”, finito nel mirino del Partito Democratico dopo la sua partecipazione alla convention di 'Noi Moderati'. Un evento che ha visto la presenza dei vertici del centrodestra locale e nazionale, tra cui il viceministro di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami."Basta ambiguità, è maquillage politico"A sollevare il caso è la segretaria cittadina dei dem, Isabella Angiuli, che attacca duramente l'ex consigliere regionale: "Diventa difficile continuare a sostenere la narrazione della totale estraneità ai partiti e agli schieramenti da parte di Favia", dichiara Angiuli in una nota. "Colpisce la presenza di Favia (e Alberto Zanni) alla convention di Noi Moderati, insieme ai principali dirigenti del centrodestra bolognese e nazionale, mentre il parlamentare di Fdi, Galeazzo Bignami, ragiona apertamente della costruzione di una candidatura civica alternativa al centrosinistra e a Matteo Lepore".Per la leader dem, il posizionamento della lista civica dell'ex 5 Stelle non sarebbe affatto neutrale, ma funzionale alla strategia della destra: "Per mesi ha cercato di rappresentarsi come una figura 'oltre' la destra e la sinistra, alternativa alle logiche politiche tradizionali. Oggi, però, condivide pienamente i luoghi, le iniziative e la costruzione politica del centrodestra bolognese. È evidente che una parte significativa della destra cittadina lo consideri ormai un possibile punto di riferimento di quella coalizione"."Serve chiarezza verso i cittadini. Perché esiste una differenza precisa tra il civismo autentico e il tentativo di costruire una candidatura politica sostenuta dai partiti della destra, mantenendo però una narrazione ambigua. Noi continueremo invece a confrontarci sui problemi concreti della città — conclude Angiuli — sul lavoro, sulla sanità, sulla mobilità, sulla sicurezza, sulla casa, sui servizi e sulle trasformazioni che Bologna sta vivendo, con idee chiare, senza ambiguità e operazioni di maquillage politico".Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayFavia: “Dialogo con tutti”La replica di Giovanni Favia non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i propri canali social: "Sono stato invitato in quanto fondatore di una lista civica per le prossime elezioni comunali - spiega - Sarei andato anche se mi avessero invitato Avs, il Pd o Carlo Calenda. Ho accettato perchè credo che si debba dialogare con tutti e saper ascoltare più voci, cosa che il nostro sindaco non fa mai".Favia puntualizza inoltre i contenuti del suo intervento alla convention, sbarrando la strada a possibili alleanze formali con i partiti tradizionali: "Nel mio intervento ho detto con chiarezza che il percorso di Uniti per Bologna e del polo civico che sta nascendo è distinto da quello dei partiti e che non faremo un'alleanza né con il centrodestra né con il centrosinistra. Nella società civile ci sono le forze, la volontà e le capacità per costruire un'alternativa al sindaco e alla sua corte, che si stanno spartendo Bologna riducendola nello stato in cui è. Il nostro schema, concentrato sulla partecipazione di tutta la città e libero dai cappelli dei partiti, è l'unico che può cambiare le cose".L'attacco sul bando del Bike SharingPer rimarcare la distanza dalle polemiche di palazzo e l'attenzione ai temi amministrativi, Favia sposta il focus sulle politiche della mobilità cittadina, lanciando un affondo contro il nuovo bando per l'affidamento del servizio di bike sharing e chiedendone la sospensione immediata: "La procedura presenta un'anomalia tutta bolognese: tre lotti di cui uno, il Lotto 1, finanziato con 330.000 euro all'anno, copre un'area di 50 chilometri quadrati. Mentre gli altri due lotti, est e ovest, coprono un'area di appena sei chilometri quadrati ciascuno e non sono finanziati con fondi pubblici. Come faranno gli operatori dei Lotti 2 e 3 a fare concorrenza al Lotto 1 se hanno un'area dieci volte più piccola e non sono sovvenzionati? E come faranno i bolognesi ad usare le bici degli operatori dei Lotti 2 e 3 se non potranno nemmeno entrare in centro, andare da via Mazzini a San Donato o da Saragozza in stazione? Semplice, useranno con tutta probabilità solo le bici del lotto 1".Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday







