Redazione

16 maggio 2026 08:48

Nell’occasione del compimento del sessantesimo anno di età, il Maggiore Roberto Rapisarda ha concluso il proprio servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri, ponendo termine a un percorso professionale lungo oltre trentacinque anni, contraddistinto da dedizione, elevata professionalità e profondo senso delle istituzioni. Il suo ultimo incarico è stato quello di comandante del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Acireale, assunto nel marzo 2025, a coronamento di una carriera articolata e ricca di esperienze operative e di comando. Arruolatosi nell’Arma nel settembre del 1990, dopo la formazione presso le scuole allievi di Velletri e Firenze, il Maggiore Rapisarda ha mosso i primi passi da sottufficiale in Lombardia, prestando servizio dapprima alla Stazione Carabinieri di Casargo e successivamente a quella di Olginate, in provincia di Lecco, dove ha consolidato le basi della propria esperienza territoriale. Negli anni successivi, la sua carriera ha assunto una significativa connotazione operativa in ambito navale. Dopo aver frequentato il corso per comandante di motovedetta d’altura, ha prestato servizio ad Alghero come vicecomandante di motovedetta, svolgendo anche incarichi a Oristano e Tortolì, per poi assumere il comando della Motovedetta d’Altura di Lampedusa, esperienza particolarmente intensa e formativa in un contesto delicato come quello del controllo delle frontiere marittime e dei flussi migratori. Sempre in qualità di Maresciallo, ha poi guidato la stazione carabinieri di Lampedusa, successivamente quelle di Fiumefreddo di Sicilia, Palagonia e Biancavilla, distinguendosi in territori complessi e delicati sul piano del contrasto alla criminalità e della tutela della sicurezza pubblica. Nel 2006 ha inoltre preso parte a una missione internazionale in Iraq, ulteriore testimonianza della sua disponibilità al servizio anche in scenari operativi internazionali. Nel 2021 il passaggio al ruolo Ufficiali ha segnato una nuova fase della sua carriera, con la nomina a Sottotenente e le successive promozioni fino al grado di Maggiore. Da Ufficiale ha comandato il nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Randazzo e, infine, quello di Acireale, mettendo a disposizione dell’Istituzione il patrimonio di esperienza maturato in decenni di servizio operativo. Ma Roberto Rapisarda non è stato soltanto un Ufficiale dell’Arma. Parallelamente alla carriera militare, ha coltivato una profonda sensibilità umana e culturale che lo ha portato a distinguersi anche come scrittore e volontario impegnato in missioni umanitarie. La sua esperienza diretta con il fenomeno migratorio vissuta durante il servizio a Lampedusa, ha trovato espressione nel romanzo “Vite Annegate”, opera intensa e profondamente attuale dedicata al tema dell’immigrazione e della dignità umana. Il libro ha ottenuto significativi riconoscimenti, tra cui il Premio Letterario Nazionale “Circe”, assegnato per la capacità di offrire una riflessione autentica e disarmante su un fenomeno che continua a interrogare le coscienze. Accanto alla scrittura, Rapisarda ha dedicato parte del proprio tempo anche all’impegno umanitario in Africa, partecipando come volontario a missioni nei Paesi più poveri del continente. Tra queste, particolarmente significativa l’esperienza vissuta a Mbweni, poverissimo villaggio della Tanzania, dove ha prestato il proprio aiuto in favore di oltre 100 bambini orfani ospitati nel “Villaggio della Gioia”. Un’esperienza che ha ulteriormente consolidato quella visione profondamente umana e solidale che ha accompagnato tutta la sua vita personale e professionale, fondata sulla convinzione che dietro ogni emergenza, ogni conflitto e ogni fenomeno migratorio vi siano anzitutto persone, storie e dignità da riconoscere e tutelare. Nel corso della sua lunga carriera, il Maggiore Rapisarda ha ricevuto numerosi riconoscimenti e attestazioni di merito per l’attività investigativa e di comando svolta, distinguendosi per professionalità, equilibrio e spiccato senso del dovere. Con il suo congedo, l’Arma dei carabinieri saluta non soltanto un Ufficiale di grande esperienza, ma un uomo che ha interpretato la divisa come autentico servizio alla collettività, dentro e fuori l’uniforme, lasciando un esempio di umanità, dedizione e valori che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per i colleghi e per le nuove generazioni di carabinieri.