PADOVA - Un quarto di secolo al comando della stazione di Prato della Valle al servizio dell'Arma e dei padovani. È andato in pensione il luogotenente carica speciale Giancarlo Merli, originario di Mondaino, paesino sopra le colline di Rimini. Non un carabiniere, ma il carabiniere apprezzato dalle istituzioni e amato dai cittadini, tanto da essere scelto nel 2008 come testimonial per una pubblicità progresso sulle forze armate.
Racconta i suoi oltre 40 anni di carriera nel salotto dell'alloggio di servizio (presto dovrà lasciarlo al nuovo comandante), con una splendida vista sull'isola Memmia e la basilica di San Giustina. A fianco il figlio Jacopo, fresco di laurea in medicina. «Lui è il mio orgoglio, un ragazzo molto maturo», ha detto guardandolo con gli occhi di un padre soddisfatto. Sul tavolo decine di ritagli di giornale sulle tante operazioni messe a segno da lui e dai suoi militari. Ma prima di raccontarsi Merli ha voluto dedicare un pensiero ai tre carabinieri morti nell'esplosione del casolare a Castel D'Azzano. «Valerio Daprà lo conoscevo, era il più esperto e lo vedevo anche al di fuori del lavoro. Davide Bernardello l'ho incontrato più volte e Marco Piffari lo avrò incrociato. Le parole servono a poco, ma prego per loro e per tutti i carabinieri caduti in servizio. È stato un momento terribile. Il più brutto della mia carriera insieme all'attentato di Nassiriya del 12 novembre del 2003 dove ho perso l'amico e compagno di branda, il maresciallo Filippo Merlino».






