B.B.

16 maggio 2026 13:55

La celebrazione alla presenza delle autorità

Nella mattinata di oggi, sabato 16 maggio, alle 11, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, si è tenuta la cerimonia di commemorazione per il 38esimo anniversario dell’uccisione dell’agente di polizia Arnaldo Trevisan, Medaglia d’Oro al Valore Civile e Vittima del dovere.Alla cerimonia ha partecipato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari che, assieme al questore Marco Odorisio, al vice prefetto vicario Luigi Vitetti e all’assessore alla Sicurezza Diego Bonavina, ha deposto una corona di fiori. Presenti anche i familiari della vittima e alcuni studenti dell'istituto superiore Bernardi.Dopo la benedizione impartita dal cappellano della polizia don Ulisse Zaggia, il questore Odorisio ha ricordato e tratteggiato la giovane vita del 22enne poliziotto. Sono quindi intervenuti i fratelli di Arnaldo Trevisan, Adriana e Alberto, che hanno ricordato i momenti comuni di vita familiare, «sottolineando il senso di solidarietà, altruismo e spirito di servizio a favore del prossimo, che sin da piccolo hanno contraddistinto la personalità di Arnaldo».Poi, ha preso la parola il sottosegretario Ostellari, evidenziando «il quotidiano impegno delle donne e degli uomini della polizia che, talvolta, nell’espletamento del loro servizio, sacrificano il bene più prezioso, quello della propria vita, come testimoniato da Arnaldo Trevisan».Il fattoErano le 8.40 del mattino del 16 maggio 1988 quando l’agente Arnaldo Trevisan, insieme a due colleghi, ricevette via radio la segnalazione di una rapina appena compiuta all’ufficio postale di via Lando. Durante la fuga, i due rapinatori, in sella a una motoretta, rimasero coinvolti in un incidente stradale lungo la strada che costeggia la stazione ferroviaria. Costretti ad abbandonare il mezzo, proseguirono la corsa a piedi attraversando il sottopassaggio della stazione. Il giovane agente e il capo pattuglia si lanciarono all’inseguimento a piedi, raggiungendo il piazzale antistante la stazione, mentre l’autista rimase a presidiare il veicolo di servizio.Fu lì che Trevisan individuò i due sospetti a bordo dell’autobus 401, fermo alla piattaforma numero 3 e pronto alla partenza. Dopo averli fatti scendere dal mezzo, l’agente si voltò per richiamare l’attenzione del collega. In quell’istante uno dei rapinatori estrasse improvvisamente una rivoltella e aprì il fuoco, colpendo il poliziotto con cinque proiettili.L’aggressore tentò quindi di fuggire ripercorrendo il sottopassaggio, ma venne raggiunto e bloccato poco dopo da altri agenti al termine di una violenta colluttazione. Il giorno successivo il giovane si tolse la vita mentre si trovava ricoverato in ospedale in stato di detenzione.Alla memoria del giovane agente sono state dedicate due lapidi, una nel luogo dell’uccisione e l’altra all’interno della Questura di Padova. A lui sono stati inoltre intitolati l’Auditorium del Distretto dove aveva studiato e, il 15 novembre 2023, anche la Sala riunioni della Questura di Padova. Per il coraggio e il sacrificio dimostrati, inoltre, Arnaldo Trevisan è stato insignito dal Presidente della Repubblica della Medaglia d’Oro al Valor Civile.Al termine della cerimonia commemorativa, si è svolta una messa in memoria del poliziotto, celebrata dal cappellano della Questura, don Ulisse Zaggia.La messa