Vigevano. Quattromilaseicento spettatori in due partite, tra venerdì e domenica, hanno accompagnato al PalaElachem Vigevano nella scalata al 2-0 con cui conduce la serie dei quarti di finale dei play off con Faenza. Un numero impressionante che conferma la passione e anche la tradizione attorno al basket come fenomeno sportivo e sociale a Vigevano. Una passione che quest’anno ha saputo andare in trasferta con numeri altrettanto rotondi, con la punta massima di 800 tifosi al seguito della Elachem al PalaFerraris di Casale Monferrato. Una passione e una transumanza che saranno soffocate dal numero di biglietti concessi ai tifosi gialloblù per la trasferta di domani sera al PalaBubani di Faenza per gara 3: 85 in tutto. Solo 85, prendere o lasciare. E questo perché (non per colpa della società faentina, a sua volta danneggiata), non essendo disponibile il PalaCattani, Fip e Lnp non hanno saputo trovare una soluzione migliore. Forse il termine imbarazzo non rende abbastanza l’idea, perché l’imbarazzo, di solito, sprofonda nella sorpresa e poi annega nella vergogna o nello sconcerto, a seconda di esserne parte attiva o passiva. Qui, nulla di tutto questo. Si gioca al PalaBubani, che sarà certamente omologato per la B nazionale, ma che arriva a circa 600 posti e i numeri sono presto fatti. Faenza ci rimette almeno un incasso (a Vigevano sperano solo quello, confidando di chiudere subito la serie), il tifo ducale dovrà starsene in larghissima parte a casa, proprio adesso che le sfide sono entrate nella fase più calda e romantica della stagione. Tuttavia e in fondo, però, ci si sbaglia a stupirsi ancora. Da queste parti nessuno ha dimenticato la vergogna con cui sono stati gestiti i play out di A2 un anno fa: due partite a Livorno nel pericoloso inferno del PalaMacchia, con tanto di aggressione alla stampa ospite, quando si sarebbe ben potuto giocare nel più ampio e accogliente PalaModigliani. Senza trascurare l’epilogo nel palestrone inadeguato di La Spezia, ancora una volta per non cercare soluzioni più consone. Però, i due terzi delle società che militano in B nazionale muovono bilanci attorno, e spesso sopra, al milione di euro: non esattamente noccioline. Il professionismo è conclamato da fatti e flussi finanziari e, per un simile livello, ci si attenderebbe un apparato organizzativo all’altezza per efficienza e lungimiranza. Ma non è così. Da tempo, da più parti, si sente levare, con toni più o meno sentiti, la necessità di portare aria fresca ai vertici di tali organizzazioni, ma poi non cambia mai nulla. I pochi realmente decisi a proporre un cambiamento restano… in pochi. E alla fine ogni popolo e ogni utenza si ritrovano il governo che si meritano.
I posti sono contati: Elachem a Faenza con solo 85 tifosi
Non essendo disponibile il PalaCattani, Fip e Lnp non hanno saputo trovare una soluzione migliore









