Garlasco. La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, ha scritto due lettere ad Alberto Stasi in carcere, la prima il 16 dicembre 2018, l’altra il 31 gennaio 2019. I testi sono stati visionati nel corso della trasmissione Ore 14 Sera, condotto da Milo Infante su Rai 2.

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Nella prima lettera la donna, che è stata sentita dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine bis, scrive tra l’altro che «negli anni ho lavorato come vigilatrice penitenziaria presso il carcere di Voghera, in molte celle c’era un cartello con scritto “con i soldi e l’amicizia lo metti in c… alla giustizia”. Quanto è vero. La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati». Il 31 gennaio 2019, un mese dopo la prima lettere e quasi due anni dopo l’archiviazione dell’indagine a carico del figlio, la donna scrive un’altra lettera a Stasi. «Ti ho scritto una lettera più di un mese fa alla quale come supponevo non ho avuto risposta però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato – si legge nella seconda lettera della madre di Sempio a Stasi –. Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Auguro solo a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi né più né meno di ciò che vi siete meritati». Poi si rivolge alla madre dell’allora fidanzato di Chiara Poggi: «Un consiglio per tua madre: signora, se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente (come ha dichiarato in tele alle Iene) le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da un oculista bravo – ha continuato Ferrari nella lettera –. Se non ha i 120 euro per la visita glieli offro io. Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti. 120 euro non mi cambieranno la vita. E se per caso ti venisse in mente di strumentalizzare queste due lettere per fare ancora qualcosa, sappi che le ho fotocopiate e sono state visionate da un avvocato. Addio».