Dall’aumento delle addizionali Irpef arriveranno 241 dei 349 milioni di deficit del sistema sanitario pugliese. È questo il cuore della manovra presentata stamattina dal governatore pugliese, Antonio Decaro: l’aumento delle addizionali interesserà i redditi lordi superiori a 15mila euro l’anno. Le nuove aliquote si applicano all’intero anno: per i lavoratori dipendenti la ritenuta parte da giugno con conguaglio finale. Gli autonomi pagheranno al momento degli acconti e del conguaglio.
Secondo le simulazioni della Regione, questa manovra comporterà aumenti mensili del carico Irpef di 4,17 euro al mese per redditi lordi tra i 15 e i 28mila euro (l'addizionale salirà dallo 0,2% allo 0,9%), 19,33 euro al mese per redditi lordi tra i 28 e i 50mila euro annui (l'addizionale salirà dallo 0,4% al 2%), e 66,62 euro o più per redditi tra i 50 e i 100mila euro lordi annui (salirà dallo 0,62% al 2,1%). «Oltre il 70% dei pugliesi non avrà un aumento o avrà un aumento limitato a circa 4 euro al mese», sostiene il presidente. In particolare nessun aumento è previsto per il 32,83% dei contribuenti, cioé per chi dichiara fino a 15mila euro annui.
La Regione quantifica in 433 milioni di euro i maggiori costi del 2025 per la sanità, compensati da 51 milioni di maggiori ricavi e da 25 milioni di recuperi e compensazioni. La perdita 2025 viene così stimata in 357 milioni di euro. A questa si aggiungono 131 milioni di perdita strutturale, per una maggiore perdita complessiva pari a 488 milioni. Sottraendo 139 milioni in più ottenuti dal Fondo sanitario nazionale aggiuntivo, il disavanzo finale del 2025 arriva quindi a 349 milioni di euro.







