TRENTO. Upipa è pronta ad aprire anche ai privati. Se fino ad oggi ad Upipa potevano aderire solo enti pubblici o privati non aventi finalità di lucro operanti prevalentemente nel settore dell'assistenza anziani, ora all'interno dell'Unione si sta discutendo di modificare lo statuto e allargare la possibilità di aderire anche a «soggetti privati anche aventi finalità di lucro purché operino nel settore socio-assistenziale e/o socio-sanitario ed abbiano sede legale nella provincia di Trento».Una vera e propria rivoluzione per questa realtà nata come Unione provinciale degli istituti per Anziani nel 1970 con il sostegno delle autorità regionali e provinciali, per iniziativa delle Case di Riposo (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza-IPAB) di Arco, Bleggio, Cavedine, Mori, Pergine, Rovereto, Spiazzo e Trento, i cui Presidenti avevano costituito anche il primo Consiglio direttivo.
Con il tempo all'unione hanno poi aderito tutte le istituzioni che gestivano Case di Riposo e nel 1983 è stata formalizzata la costituzione dell'Unione Provinciale degli istituti per Anziani (Upipa).Per domani è fissata l'assemblea ordinaria con all'ordine del giorno la presentazione del bilancio di esercizio, ma tra le varie ed eventuali verrà introdotta anche la questione delle modifiche statutarie già illustrate nel corso degli incontri sul territorio. Le modifiche sono state trasmesse nelle scorse settimane alle varie strutture in modo che i consigli di amministrazione potessero discuterne al loro interno e poi, nel corso dell'assemblea di domani, dare un primo parere in vista di una assemblea straordinaria che dovrebbe essere fissata a giugno. In quell'occasione, vista la portata delle modifiche, è stata annunciata anche la presenza di un notaio e il cambio dello statuto dovrà essere approvato con la maggioranza qualificata dei tre quarti dei presenti così come previsto dall'attuale statuto. Ma perché aprire ai privati?






