Sono terre "brigose", ma abitate dalla storia e, da qualche anno, anche da persone con nuove idee ed energie. Sono le Terre del Reno, Setta e Sambro, raccontate nell’ultimo tassello della collana Nonturismo di Sineglossa. A curarla, con una redazione di comunità, Wu Ming 2, con le illustrazioni di Tzimas Alexia. Una scelta ben precisa: questi territori dell’Appennino – dalla Futa al Corno alle Scale – sono raccontati non con le classiche foto, ma con immagini evocative. Così come i luoghi, borghi, sentieri e realtà associative sono svelati dalle persone che li abitano. Da Castiglione dei Pepoli e il lago di Suviana con la sua triste attualità, ai borghi come Monteacuto delle Alpi e la biblioteca di crinale, fino alla magia di Montovolo. Meno cartoline, insomma, come lo stesso Wu Ming 2 racconterà domani alle 18 al Modo Infoshop di Bologna.
Wu Ming 2, perché unire queste "terre brigose"?
"Volevamo dedicare una guida all’Appennino della città metropolitana di Bologna. Ci sembrava che ci fossero molte situazioni interessanti da raccontare in cui ci si prendeva cura del territorio, dall’agricoltura alla cultura, un fenomeno contrario allo spopolamento che tanto spesso si racconta. “Brigose“ è stato scelto alla fine: era il genius loci. Quello che teneva insieme tutte le tappe era il fatto che abitare in Appennino è faticoso, comporta sacrifici, e quindi è brigoso. Dall’altra parte abbiamo incontrato tante persone che si prendono la briga, si occupano di qualcosa per una comunità. Guardando all’etimologia, il riferimento è anche alla brigata e sicuramente le Brigate Partigiane hanno avuto un ruolo in questi territori, la brigata è un gruppo di persone che si mettono insieme. Non è finita".






