Vienna, 17 maggio 2026 – Eurovision Song Contest, sfida incerta fino all’ultimo respiro, in una delle edizioni (la 70ª) tra le più tormentate dalle polemiche degli ultimi anni per la presenza in gara di Israele e il boicottaggio della kermesse promosso da Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda. A trionfare nel duello tra la Bulgaria del tormentone ‘Bangaranga’ di Dara e la contestata Israele di Noam Bettan con Michelle (portata in vetta solo dal televoto come l’anno scorso), è stato l’impeto deflagrantea di Dara con 516 punti totali. L’Italia di Sal Da Vinci quinta. Il cantante israeliano Noam Bettan tra i più premiati dal televoto all'Eurovision 2026 (Ansa)
Tra i voti della giuria di qualità sempre in pole position insieme al nostro Sal Da Vinci, la Bulgaria, poi il fuoco e le fiamme della valchiria finlandese Linda Lampenius e del cantante Pete Parkkonen con la loro ‘Liekinheitin’, la classe della superstar australiana Delta Goodrem con ‘Eclipse’, la virtuosa Monroe con ‘Regarde!’ dalla Francia e la Polonia di Alicja con ‘Pray’. Con il televoto prende il volo Israele su tutti. Poi l’esilarante trash del queer greco Akylas con ‘Ferto’ e Satoshi col tormentone ‘Viva, Moldova!’. Sotto i riflettori dello show, ma non premiato dal pubblico, il bowiano danese Søren Torpegaard con ‘Før vi går hjem’. Valido, con quelli della Bulgaria e della Moldavia, anche il ritorno della Romania, tre paesi che negli ultimi anni avevano saltato l’appuntamento per motivi artistici e finanziari, e che hanno vivacizzato la finale pure con la gotica Alexandra Căpitănescu con ‘Choke me’ e i suoi tubi luminosi. In primo piano, ovviamente, la passione partenopea di Sal Da Vinci con quella ‘Per sempre sì’ che ha fatto ballare ancora una volta il popolo eurovisivo. E alla fine di un’esibizione attesa da una vita non ce l’ha fatta a trattenere la commozione. Ma l’Italia è stata omaggiata dal popolo del ESC cantando anche ‘Nel blu dipinto di blu’ al termine del tributo ai suoi 70 anni e alle 1.789 canzoni ospitate finora sul suo palco.










