Voto di scambio e patto elettorale-politico-mafioso. Davanti al Gup, Andrea Iacovelli, puntuale la mano pesante della Procura nei confronti degli imputati di “Millennium” coinvolti, con diversi profili di responsabilità, per aver cooperato a favore di alcuni candidati graditi ai poteri mafiosi cittadini e della provincia in relazione alle competizioni elettorali del 2018 e 2020. Il pool di pubblici ministeri, coordinato dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto, ha ribadito in fase di discussione i temi d'accusa sostenuti sin dalle indagini preliminari: lo scenario era che a Reggio si era formato un circuito criminale finalizzato a sostenere determinati candidati alle elezioni regionali, ottenendo pacchetti di voti attraverso accordi con la criminalità organizzata in cambio di favori, in particolare nel settore amministrativo e sanitario.Le richieste
Nello specifico le richieste della Procura: Vincenzo Giglio, 12 anni di reclusione; Pasquale Tripodi, 12 anni; Giuseppe Errante, 9 anni; Sebastiano Altomonte, 12 anni; Davide Latella, 8 anni; Demetrio Quattrone, 4 anni; Domenico Neri, 4 anni; Pasquale Remo, 7 anni e 4 mesi; Domenico Foti, 10 anni; Giuseppe Barreca, 11 anni; Marcello Bellini, 7 anni e 4 mesi; Andrea Foti, 10 anni; Antonio Fallanca, 9 anni e 4 mesi; Gregorio Fotia, 9 anni e 4 mesi; Giuseppe Trapani, 4 anni. Richieste di condanna pesanti come un macigno, con punte di 12 anni di reclusione, soprattutto se si iene conto della riduzione per il rito (un terzo in meno per la scelta di affrontare il processo con il rito abbreviato).






