Oggi si celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, istituita dalla Chiesa cattolica quasi sessant’anni fa per riflettere sul rapporto tra informazione, media e società. Oggi, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, questa giornata assume un significato più attuale che mai.
Nel messaggio diffuso per questa occasione, Papa Leone XIV invita a “custodire voci e volti umani” in un tempo dominato da algoritmi, automazione e contenuti artificiali. E il senso delle sue parole, a mio avviso, è molto chiaro: stiamo andando verso una comunicazione più veloce e perfetta, ma sempre meno umana.
Negli ultimi mesi ho la sensazione che qualcosa sia cambiato nel nostro modo di guardare la realtà. Non viviamo soltanto un eccesso di informazioni. Stiamo iniziando a dubitare di ciò che vediamo. L’intelligenza artificiale oggi riesce a creare immagini, video e voci quasi identici alla realtà. Ma il problema non è soltanto il contenuto falso, il problema è quello che il falso lascia dentro di noi.
Quando una persona non riesce più a capire con certezza cosa è autentico e cosa è costruito artificialmente, nasce un dubbio continuo che finisce per contaminare tutto. Una fotografia vera può sembrare falsa. Una dichiarazione autentica può apparire costruita; così la sfiducia rischia lentamente di diventare normale.








