Entra a gamba tesa Rossella Liberti, co-fondatrice insieme a Raffaele Vaccaro della start up innovativa Nisida Technologies che utilizza tecnologie avanzate: sistemi GIS, dati satellitari, droni, remote sensing per monitorare la qualità ambientale e le fonti di inquinamento. «Il quadro della situazione ambientale è piuttosto preoccupante - sottolinea Rossella - e in diverse aree della Campania si registrano superamenti delle soglie di contaminazione nelle acque sotterranee per tricloroetilene, TCE, e tetracloroetilene, PCE, sostanze classificate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro rispettivamente come cancerogena e probabilmente cancerogena per l’uomo.
La Regione Campania ha chiesto verifiche nelle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno - continua - dopo le segnalazioni emerse nell’ambito delle attività coordinate con la Federico II, IZSM, ARPAC e ASL. Le criticità maggiori a Villa Literno, Acerra e Montoro, con superamenti anche ad Angri, Sarno e Scafati, in un contesto agricolo che impone attenzione agli usi irrigui e alla possibile esposizione indiretta della filiera agroalimentare». Vuoi la fidanzata perfetta? Basta l’app e scocca l’amoreIl team Visto che la Regione ha allertato gli enti preposti potreste essere coinvolti? Rossella chiarisce: «Noi lavoriamo già in tale ambito con il nostro team di esperti, il nostro lavoro è strutturare piani di controllo incisivi e mirati per le autorità competenti». Ne fanno infatti parte: Raffaele Vaccaro, 32 anni, di Scafati, co-fondatore, laureato in Biologia Marina e Oceanografia all’Università di Southampton e in Gestione dell’Ambiente all’Università Libera di Bruxelles.Con lui appunto Rossella Liberti, 39 anni, di San Marzano sul Sarno, specializzata in Biologia Molecolare, un master conseguito alla Federico II e un dottorato di ricerca in Farmacologia all’Università di Salerno; Vincenzo Gagliardi (CFO), 41 anni, di Aversa, esperto di finanza; Ernesto Rollando, 32 anni, di Aosta, si occupa di comunicazione; Beatrice Savinelli, 34 anni, di Milano, esperta GIS, Filippo Pairotti, 27 anni, di Torino, sviluppatore; Andrea Ferrara, 46 anni, di Scafati, operatore specializzato e pilota di droni; Camilla Haglmüller di Bolzano, 27 anni, esperta GIS e pilota di droni; Gennaro De Martino 29 anni di Pontecagnano, operatore specializzato. Apple Mappe, Napoli riceve la nuova esperienza urbana avanzata con dettagli 3DI controlli In questo quadro così allarmante con le vostre tecnologie cosa siete in grado di fare? Rossella è veloce: «Ci possiamo inserire nelle azioni di verifiche richieste. Ad esempio, all’Arpac è stato chiesto il monitoraggio degli scarichi, la ricostruzione delle possibili fonti di inquinamento, insomma il nostro lavoro quotidiano. Contemporaneamente potremmo fornire supporto anche per le verifiche dei pozzi, perché se ce ne fossero di abusivi, bisognerebbe iniziare a censirli e verificarli». In particolare cosa servirebbe per fare un monitoraggio ambientale efficace?Interviene Raffaele: «Partendo proprio da un censimento dei pozzi, servirebbe una mappatura georeferenziata delle aree contaminate, una ricostruzione dei pennacchi di falda e l’individuazione delle fonti di tale inquinamento. Come, ad esempio, gli stabilimenti industriali e i relativi scarichi o i rifiuti industriali interrati. Le azioni risolutive dovrebbero includere controlli sugli impianti industriali con videoispezioni dei loro sistemi di scarico, rilievi con droni equipaggiati anche con camere termiche e mappatura degli scarichi nei corpi idrici con droni acquatici, analisi delle immagini satellitari e verifiche a valle sui diversi usi dell’acqua contaminata». E voi come potreste intervenire? Ancora Raffaele: «Potremmo assistere sia l’Arpac che i delegati ai controlli del territorio, insomma i carabinieri del nucleo operativo ecologico, i servizi idrici integrati, i distretti dell’Ente Idrico Campano, i Comuni, per poter accertare individuare le fonti degli inquinanti. Dopo una verifica documentale di tutte le aziende presenti sul territorio si potrà procedere con i campionamenti e le verifiche sulla corretta gestione di questi contaminanti rinvenuti, se vengono trattati in modo opportuno dai depuratori all’interno delle fabbriche, se i residui utilizzati vengono stoccati a norma sui piazzali, verificare tutti i formulari di smaltimento dei prodotti che contengono gli inquinanti o che li generano come sottoprodotti. Mentre per l’altra fonte di inquinamento - che sono i rifiuti interrati, gli smaltimenti illeciti nel sottosuolo - si può fare un’attività di analisi tramite l’utilizzo di droni e termocamere». Un gran lavoro da fare in fretta... Raffaele e Rossella ne sono convinti: «Sì, nel caso degli stabilimenti industriali dopo le analisi documentali si agirebbe con sistemi di video ispezioni e verifica in loco, per la parte di interramenti di rifiuti la tecnologia è quella del remote sensing ovvero droni montati con telecamere classiche e termiche che permettono di individuare gli interramenti di rifiuti nel sottosuolo oltre che gli scarichi abusivi industriali». Salim El Koudri, chi è l'uomo che ha falciato i pedoni a Modena: età, lavoro, famiglia, cure psichiatriche. Indaga l'antiterrorismoLa prevenzione Nel frattempo lavorate sia con Nisida Environment che con Nisida Technologies? «La prima fa attività di monitoraggio - spiegano - a partire dal lavoro sul fiume Sarno fatto dal 2020, nel 2024 abbiamo fondato Nisida Technologies che, mediante un sistema di monitoraggio ambientale, utilizza il remote sensing, sistemi satellitari e poi rappresentazione dei dati con il sistema GIS». Si potrebbero evitare parte dei disastri ambientali? Rispondono orgogliosi: «Sicuramente, con il remote sensing, si possono fare analisi satellitari e identificare le zone per azioni di intervento mirate. Inoltre tutti i dati accumulati si possono rappresentare su una cartografia georeferenziata (GIS) e avere sempre le informazioni aggiornate». Insomma facciamo presto? Rossella e Raffaele: «Esatto. Questa volta sono richieste fatte punto per punto dalla Regione. Crediamo che voglia fare in fretta perché ha coinvolto tutti gli attori». E poi ne va della salute dei cittadini? «Sì. Bisogna fare in fretta».







