«Jovanotti è un Cavallo di Troia», è riuscito ad abbattere il muro di diffidenza e indifferenza e a introdurre la poesia all’esercito di giovani lettori. Un’immagine epica restituisce la missione di Jova oltre il pop. E la sussurra Nicola Crocetti, editore eroico vocato alla difesa e conoscenza di una forma d’arte altrimenti a rischio estinzione, la poesia: «L’hanno sempre letta in pochi ma scritta in molti». Non c’è musica in questo incontro che li vede accanto - Jovanotti e Crocetti - eppure tutto risuona e il dialogo diventa, a suo modo, melodia. Così diversi, così affiatati, arrivano sorreggendosi a vicenda. Una coppia inedita, dagli inconsapevoli tempi comici che strappa applausi e scatena risate, ammirazione, commozione, silenzio. Dirige il duo, lo scrittore Marco Missiroli. I ragazzini che salveranno il mondo affollano la Sala 500 del Salone del libro, per scoprire le Poesie da viaggio, secondo volume di una raccolta «scelta per piacere». Jova ha selezionato 50 poesie, archiviandole sullo smartphone durante il suo pellegrinaggio editoriale e Crocetti altrettante, scovate nel corso di una vita: «Il 60% coincideva». Alcune molto note, altre più incomprensibili, per stessa ammissione di Jova: «Ce n’è una di Dylan Thomas che mi è indecifrabile però mi piace proprio perché non la capisco. Finisce così: “Io vado avanti quanto è lungo il sempre”. La leggo e sento che tutta l’oscura parte precedente serviva ad arrivare lì».