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Alfio Sciacca

Il gesto di un 31enne di seconda generazione: 15 feriti. È accusato di strage

DAL NOSTRO INVIATO MODENA - Chi ha visto quell’auto arrivare a tutta velocità racconta: «Pare cercasse di falciare quante più persone possibile». Voleva compiere una strage l’uomo che sabato ha fatto precipitare Modena e l’Italia intera nell’incubo del terrorismo. Il tutto in un tiepido sabato pomeriggio, quando via Emilia cominciava ad animarsi. Siamo praticamente nel cuore della città, a due passi da piazza Grande. Giornata tiepida, tanta gente in giro per una passeggiata con le famiglie o per fare shopping.

L’auto che all’improvviso piomba tra la folla è una Citroen C3. Alla guida Salim El Koudri, 31 anni, e una laurea in economia. Ha origini marocchine, ma è nato a Seriate, nella Bergamasca, e risiede in provincia di Modena. Mentre la gente passeggia ignara del pericolo lui prende la rincorsa. Da una via laterale sbuca su largo Garibaldi e da qui punta dritto su via Emilia, dove la carreggiata si restringe. È una zona a traffico limitato, ma quell’auto impazzita non si cura neanche del semaforo rosso. Il 31enne pigia forte sull’acceleratore. L’utilitaria arriva come un razzo. «Andava fortissimo, sicuramente più di cento all’ora», racconteranno i testimoni.