Era il 4 gennaio scorso quando Andrea Liddi e Davide Capuozzo, di 17 e 18 anni, persero la vita in un incidente in moto su una complanare nel quartiere Mungivacca,alla periferia di Bari. Ora la Procura ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta. Non ci sono, secondo la ricostruzione della pm Savina Toscani, responsabili da perseguire: la tragedia, si legge negli atti, sarebbe il prodotto esclusivo di una condotta spericolata e di una fatalità che non ha coinvolto altri.

Quella mattina le due vittime si trovavano con le moto, insieme ad alcuni amici, in una strada chiusa al traffico nei pressi del mercato agroalimentare Maab — grande struttura completata nel 2010, mai entrata in funzione. È lì che Liddi, a bordo di una Yamaha 700, avrebbe perso il controllo viaggiando a circa 120 chilometri orari, travolgendo Capuozzo — che procedeva a piedi — e ferendo un altro ragazzo del gruppo. Un impatto che non ha lasciato scampo a nessuno dei due.

La pm esclude il concorso di terzi. Anche la posizione della madre di Liddi, intestataria del mezzo, è stata valutata e archiviata: la moto risultava depotenziata e perciò regolarmente conducibile da un minorenne, escludendo qualsiasi profilo di omessa custodia. Gli stessi familiari di entrambe le vittime — assistiti dagli avvocati Giuseppe De Luca, dello studio Spadaro, e Fabio Ferrara — non si sono opposti alla richiesta.