Roma, 16 mag. (askanews) – “Rivolgo a Sua Santità i miei più calorosi e sinceri saluti ed esprimo la mia gratitudine per le Sue posizioni morali, razionali ed eque riguardo all’attacco perpetrato il 28 febbraio 2026 dall’amministrazione degli Stati Uniti d’America, che, per la seconda volta e nel bel mezzo dei negoziati tra quel Paese e la Repubblica Islamica dell’Iran, è stato condotto con pretesti infondati e in chiara violazione del diritto internazionale, con la cooperazione del regime israeliano”. Lo scrive in una lettera inviata a Papa Leone XIV il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. La lettera è stata pubblicata sul sito ufficiale del presidente iraniano.

“A seguito dell’illegittima aggressione perpetrata dagli Stati Uniti e dal regime israeliano, Sua Eminenza il Grande Ayatollah Imam Seyyed Ali Khamenei, Guida Suprema del mondo sciita, insieme a un considerevole numero di alti funzionari politici e militari della Repubblica Islamica dell’Iran, sono stati assassinati e martirizzati – scrive Pezeshkian -. Inoltre, 3.468 cittadini iraniani, tra cui innocenti bambini della scuola Shajareh Tayyebeh nella città di Minab, sono stati martirizzati. Sono stati inoltre inflitti ingenti danni alle nostre infrastrutture, tra cui scuole, università, patrimonio culturale e monumenti storici, centri educativi, luoghi di culto come moschee e chiese, centri medici, impianti sportivi, ospedali, ponti, strade, linee ferroviarie, centrali elettriche, raffinerie e impianti petrolchimici, chiari esempi di crimini di guerra”.