Il 13 novembre 1976, a Venezia, nella chiesa di San Lorenzo, andò in scena uno spettacolo in lingua friulana: "I Turcs tal Friùl" di Pier Paolo Pasolini, realizzato dal Piccolo Teatro Città di Udine, regia di Rodolfo Castiglione, musiche di Luigi Nono, elementi scenici di Luciano Ceschia, immagini di Italo Zannier. La Biennale e altre istituzioni volevano così offrire un segno di solidarietà al Friuli terremotato. Quel testo mai edito né rappresentato da Pasolini, scritto nel 1944 in piena occupazione nazista, che prende spunto dalle scorrerie turche nel Friuli del 400 venne ripreso e rappresentato nel 1995 da Elio De Capitani con le musiche di Giovanna Marini. Ora, a 50 anni dal terremoto e dalla prima rappresentazione, "I Turcs" torneranno in scena in autunno a Udine a coronamento di un progetto di Cinemazero di Pordenone, ideato a curato da Luca Giuliani e Roberto Calabretto, in sinergia con l'Università di Udine e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia.
Proprio qui giovedì e ieri si è svolto un convegno di studi, che fra memorie di chi quelle esperienze aveva vissuto e interventi di studiosi ed esperti, ha messo in luce gli aspetti linguistici e teatrali del testo, quelli musicali e scenografici delle rappresentazioni passate, ponendo le basi per la versione futura che sarà affidata ad Alessandro Serra per la regia e a Bruno De Franceschi per le musiche.








