di
Davide Stoppini
L'attaccante della Bosnia torna a parlare della sfida costata i Mondiali all'Italia: «Hanno problemi chiari, altrimenti non avrebbero subito 64 cross in area»
Lo vedi e capisci che quel sorriso, quegli occhi, sono indirettamente proporzionali ai nostri. A quelli degli italiani, che dall’11 giugno guarderanno gli altri giocare. Guarderanno Edin Dzeko, che dai Mondiali ci ha buttato fuori con la Bosnia. E i sogni si programmano tanto quanto gli obiettivi, lo spiega proprio lui: «A gennaio non ero contento e così ho lasciato la Fiorentina per tornare in Germania: avevo bisogno di giocare di più, volevo prepararmi al meglio per i playoff». Ci è riuscito, beato lui. Potenza di un campione di 40 anni che ancora spiega il calcio. E che si diverte ballando e saltellando per la promozione e il ritorno in Bundesliga del suo Schalke.È passato un mese e mezzo dal trionfo di Zenica. Ci tolga una curiosità: quel video di Dimarco e compagni che esultavano vi ha motivato?«La verità è che avrebbero dovuto fare maggiore attenzione, oggi certe cose non puoi farle. Non ci siamo arrabbiati, vedendo quelle immagini. Però ci hanno mostrato un’Italia che aveva paura. Paura del Galles che noi avevamo battuto, quindi abbiamo pensato di potercela fare».






