C’è una frase che racconta bene Johann Zarco, forse più di tante vittorie e risultati: “Pensavo che Honda fosse l’inizio della fine”. Invece no. Invece, ancora una volta, la MotoGP gli ha rimesso davanti una nuova strada. Zarco oggi parla con la lucidità di chi ha attraversato momenti complicati, cambi di moto, aspettative e delusioni, senza mai perdere davvero la voglia di inseguire quella sensazione quasi ossessiva che ogni pilota cerca: il feeling perfetto con la moto. Il pilota francese racconta la fatica mentale delle doppiette, la gioia irripetibile della vittoria in casa a Le Mans, le difficoltà del motociclismo francese rispetto alla Spagna e anche il futuro lontano dalla MotoGP, tra gare endurance, Honda e una passione sempre più forte per la musica.

La settimana che porta al gran premio di casa, per te Le Mans, è sempre impegnativa. È stata una settimana impegnativa e ho chiuso Le Mans molto stanco, anche perché ero deluso per non essere riuscito a ottenere un bel risultato. Il venerdì mi ero sentito bene sulla moto, avevo avuto un ottimo feeling, ed è stato un peccato non riuscire a ritrovarlo il sabato e la domenica. Partire undicesimo in qualifica, poi, sicuramente non aiuta a costruire un grande risultato. Cos'è stato più difficile? C’era il lato sportivo che mi ha deluso, ma anche tutto quello che accade intorno: tanta gente che ti cerca, che ti chiede, che ti dà energia ma allo stesso tempo te ne porta via. È una cosa bellissima, certo, però alla fine della domenica ero contento di andare a letto e pensare già al Gran Premio di Catalogna. I tre giorni a casa mi hanno fatto bene, mi hanno permesso di recuperare. Quest’anno sarà importante proprio questo: avremo tante doppiette e dovremo riuscire a essere performanti per due settimane consecutive, recuperando energia in pochissimo tempo.