Pietro Laterza racconta a Fanpage.it il presente e il futuro del Chievo Verona tra progetti sportivi e investimenti internazionali. L'imprenditore torinese, presidente del club gialloblù da poco più di un anno, ha spiegato il lavoro svolto per riorganizzare la società dopo il suo arrivo, soffermandosi soprattutto sull’importanza del settore giovanile e dell’acquisizione del centro sportivo Bottagisio. Il numero uno del Chievo svela anche della doppia esperienza tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, dove possiede l’Al-Ittifaq, illustrando le differenze tra il calcio italiano e quello arabo. Spazio poi alle operazioni di mercato che hanno attirato l’attenzione mediatica, dagli arrivi di Mario Balotelli e Douglas Costa fino alla collaborazione con Sergio Pellissier.

È al suo primo anno da presidente del Chievo. Che esperienza sta vivendo? "È un’esperienza molto positiva e stimolante. Quando siamo arrivati a Verona, la situazione che abbiamo trovato non era semplice, soprattutto dal punto di vista organizzativo. Siamo entrati ad aprile dell’anno scorso e ci siamo trovati subito a dover chiudere una stagione e contemporaneamente programmare quella successiva. Abbiamo lavorato tantissimo per riorganizzare la società: dal settore giovanile alle strutture, fino all’organizzazione interna. Oggi posso dire che, secondo me, è stato fatto davvero un grande lavoro". Quanto è importante l’acquisizione del centro sportivo Bottagisio nel vostro progetto? "È fondamentale. Per una società come il Chievo, che vuole costruire un progetto sostenibile e puntare sui giovani, avere una casa è essenziale. Il centro sportivo rappresenta il luogo dove si forma l’identità del club, dove crescono i ragazzi e dove si sviluppa il lavoro quotidiano. Noi crediamo molto nel settore giovanile, perché società come la nostra non possono competere economicamente con i grandi club andando a comprare giocatori da cinquanta o sessanta milioni. Dobbiamo invece formare talenti e portarli in prima squadra".