Il rapporto deficit/Pil nel 2025 è stato del 3,1 per cento e l’Italia resta in procedura di infrazione. Una politica fiscale più prudente avrebbe permesso di abbassare definitivamente il debito, approfittando di crescita post-Covid e inflazione.

La conferma ufficiale

È da poco arrivata la conferma da parte di Eurostat che il rapporto deficit/Pil italiano nel 2025 si è attestato al 3,1 per cento, in linea con le previsioni di inizio aprile dell’Istat. Un risultato che lascia l’Italia in procedura di infrazione e che va di pari passo con un debito che, secondo le recenti stime del Fmi, cresce per il secondo anno di fila fino a raggiungere il 137,1 per cento del Pil. La notizia ha destato stupore e, stando ad alcune fonti, risentimento nei confronti dell’“intransigenza” di Bruxelles. Sorvolando sulle accuse di scarso patriottismo da parte dei tecnici, a stupire non sono tanto i dati su deficit e debito, ma la sorpresa con cui sono stati accolti.

Un primato europeo

In seguito alle misure emergenziali promosse nel 2020 per far fronte alla crisi pandemica, il debito italiano aveva toccato il 154,4 per cento del Pil. Nel triennio 2021-2023, complici la spinta inflattiva e una sostenuta crescita economica post-Covid, il debito era tornato a scendere ai livelli del 2019 (una diminuzione di 20 punti percentuali, figura 1). Nello stesso triennio, tuttavia, paesi come Grecia e Portogallo, anch’essi afflitti da un alto indebitamento pubblico, hanno abbassato il proprio rapporto debito/Pil di 44 e 37 punti percentuali rispettivamente.