Al summit di Pechino Trump e Xi hanno raggiunto accordi su acquisti agricoli, la vendita di 200 jet Boeing e la creazione di un Board of Trade per gestire le relazioni commerciali bilaterali, ma restano forti divergenze soprattutto sul dossier Taiwan.​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

Il summit tra Donald Trump e Xi Jinping si è chiuso con risultati tangibili per gli Usa sul fronte commerciale – dagli acquisti massicci di prodotti agricoli americani agli ordini di Boeing – e con l’istituzione di un nuovo meccanismo bilaterale per gestire gli scambi, il cosiddetto “Board of Trade”. Tuttavia, restano le divergenze su Taiwan, su cui entrambi gli interlocutori hanno mantenuto una linea di fermezza.

È stato insomma un incontro denso di simbolismo e pragmatismo che consolida la tregua commerciale senza risolvere le fratture strategiche tra le due maggiori potenze mondiali.

Il vertice – il primo di un presidente americano in Cina dopo quasi dieci anni – è stato ricco di cerimonie e gesti emblematici, dal pranzo a Zhongnanhai alla passeggiata tra i giardini. Trump ha invitato Xi alla Casa Bianca a settembre, mentre Pechino parla di una “stabilità strategica costruttiva” per i prossimi tre anni.