Vernole è un borgo poco distante da Lecce, costellato da cinque minuscole frazioni che lambiscono la costa adriatica. Questo lembo di terra, da cui nei giorni sferzati dal vento di tramontana si può scorgere l’Albania, è dedito in gran parte all’agricoltura e al turismo. Attività che, tuttavia, offrono solo posti di lavoro stagionali e precari. Per il resto, nell’intera provincia non ci sono grandi opportunità. Tra i salentini che hanno scelto di restare, sfidando la tendenza all’emorragia giovanile, ci sono Adriano e Alessandro Margiotta, due fratelli di 42 e 35 anni. Nel 2017 decidono di fondare l’impresa agricola Salento Canapa.
«Lavoravamo nel settore edile, realizzavamo muretti a secco ma, dopo l’ultima batosta – un cliente che non ha pagato una tranche di lavoro pari a migliaia di euro – abbiamo deciso di dire basta. Alessandro aveva il pallino della cannabis light. Io ero timoroso perché mi sembrava un tabù, ma poi mi sono convinto perché quello che produciamo non ha alcun effetto psicotico. Abbiamo fatto dei corsi e ci siamo specializzati. Siamo riusciti a comprare altri appezzamenti oltre a quello di famiglia», racconta Adriano a TPI, indicando strisce brulle e ancora incolte, in netto contrasto con la spianata di terra rossa addomesticata, circondata proprio dai caratteristici muretti a secco e interrotta da serre inondate dal pungente odore della pianta.






