Magari non saremo come gli Usa del basket, che alla fine degli anni Novanta erano riusciti a schierare tre “Dream Team” diversi, uno dopo l’altro. Però, questo tennis italiano… «Oggi un paio di Dream Team potremmo schierarli benissimo». Parola di Filippo Volandri, ct azzurro. Che sulla terra rossa del Centrale, nel 2007, tracciò pagine di storia – l’impossibile vittoria negli ottavi su Roger Federer, allora numero 1, una avventura che finì in semifinale col cileno Gonzalez - e qui al Foro Italico non si è perso un incontro dei suoi ragazzi.
Da lunedì, oltre al numero 1 del mondo, avremo altri 3 azzurri (Musetti, Cobolli, Darderi) nei primi 16, e ancora 3 (Sonego, Bellucci, Arnaldi) nella Top100.
«Sì, sono felice: il livello è alto, la situazione molto positiva. E anche quando qualcosa va storto - tipo l’infortunio muscolare di Musetti, o Berrettini che esce subito, o ancora la sconfitta di Cobolli – ecco che succedono anche delle belle cose che non ti aspetti. Come il torneo di Pellegrino, che ha sempre avuto grandi qualità tecniche e fisiche: ognuno ha i suoi tempi di maturazione. O la semifinale raggiunta da Darderi. Ritrovare Arnaldi è stato molto importante, Bellucci sta facendo la sua migliore stagione sulla terra».






